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| <<Informazioni(forum="http://forum.ubuntu-it.org/viewtopic.php?f=46&t=592585"; rilasci="15.10 14.04 12.04")>> | <<Informazioni(forum="http://forum.ubuntu-it.org/viewtopic.php?t=648931"; rilasci="22.04 20.04 18.04")>> |
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| La seguente guida contiene le istruzioni utili all'installazione di '''Ubuntu''' tramite il CD '''minimale'''.<<BR>> | |
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| Quest'ultimo è una particolare immagine `.iso` di dimensioni molto ridotte (circa 30 MiB, a seconda del rilascio) che ha la particolarità di installare solo i pacchetti desiderati, selezionandoli e scaricandoli direttamente dalla rete. | In questa pagina viene presentata una concisa guida all'uso del programma , utile per interdire l'uso da parte del sistema di eventuali blocchi danneggiati fisicamente, spesso circoscritti a singole partizioni, sul disco rigido.<<BR>> '''e2fsck''' è specifico per i dischi rigidi con partizioni formattate con [[AmministrazioneSistema/Filesystem|filesystem]] '''ext2''', '''ext3''' e '''ext4'''. |
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| Analogamente al '''[[Installazione/Alternate|CD Alternate]]''', non è dotato di '''sessione live''' e presenta al posto dell'installer '''[[https://it.wikipedia.org/wiki/Ubiquity|Ubiquity]]''' un'interfaccia semplificata di tipo testuale. | Si raccomanda di eseguire i passaggi illustrati di seguito tramite un sistema avviato in modalità '''[[https://wiki.ubuntu-it.org/Installazione/CreazioneLiveUsb|Live]]''', oppure da un altro sistema '''GNU/Linux''' installato su un secondo disco rigido, tramite un ambiente '''[[AmministrazioneSistema/Chroot|Chroot]]''', e previo [[AmministrazioneSistema/ComandiBase#umount|smontaggio]] del disco rigido su cui si vuole operare. |
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| Questa modalità di installazione si rivela un'ottima soluzione nei seguenti casi: * '''Per computer datati:''' Il CD minimale è avviabile su macchine con RAM inferiore ai 700 MB. Risulta inoltre essere un'alternativa al '''[[Installazione/Alternate|CD Alternate]]''', disponibile solo per '''Lubuntu''' dalla versione 12.10. * '''Per installazioni personalizzate:''' Con il CD minimale si può ottenere un sistema privo dei pacchetti preinstallati nelle `.iso` ufficiali di Ubuntu e derivate. È dunque possibile creare un sistema altamente customizzato secondo le proprie esigenze (ad esempio fornito esclusivamente di [[AmbienteGrafico/AmbientiDesktop|ambiente DE]] non presente nelle derivate ufficiali, oppure un ambiente grafico minimale senza programmi preinstallati, o anche dotato di sola [[AmministrazioneSistema/RigaDiComando|shell]] ecc.). |
== Informazioni utili sui dischi rigidi == |
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| ||<tablestyle="text-align: justify; width:100%;" style="border:none;" 5%><<Immagine(Icone/Piccole/note.png,,center)>> ||<style="padding:0.5em; border:none;">''Se si desidera procedere con l'installazione della versione minimale, è necessario disporre di una connessione a Internet correttamente configurata e funzionante''. || | Sintomi tipici dei danneggiamenti sono un malfunzionamento del disco rigido, spesso riferibili a sistemi installati in specifiche partizioni, come blocchi del sistema, difficoltà o impedimento all'accesso ai dati, rallentamenti nell'uso, |
| Linea 20: | Linea 20: |
| = Preparativi = | La problematica in oggetto è causata da un errato movimento dei meccanismi interni dei [[https://it.wikipedia.org/wiki/Disco_magnetico|dischi rigidi magnetici]], mentre non può avvenire, essendo privi di parti mobili, nei [[https://it.wikipedia.org/wiki/Unità_di_memoria_a_stato_solido|dischi a stato solido]]. |
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| Scaricare l'immagine `.iso` adatta alla propria architettura, quindi [[Hardware/DispositiviPartizioni/MasterizzareIso|masterizzarla]] su un CD/DVD vuoto oppure creare un [[Installazione/Unetbootin|pendrive USB avviabile]]: | Ricordare sempre che i danni fisici al disco rigido sono irreparabili, non aprire l'involucro del disco rigido per tentare di riparare i piatti magnetici danneggiati. |
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| * architetture a '''32 bit''': | {{{#!wiki important * Operando sui dischi rigidi si corre il rischio in caso di errore di perdere i dati presenti sul disco rigido. __È fortemente consigliato__ di munirsi di una copia di [[AmministrazioneSistema/BackupDelSistema|backup]] dei propri dati prima di proseguire. |
| Linea 26: | Linea 27: |
| * [[http://archive.ubuntu.com/ubuntu/dists/wily/main/installer-i386/current/images/netboot/mini.iso|CD minimale di Ubuntu 15.10]] * [[http://archive.ubuntu.com/ubuntu/dists/trusty/main/installer-i386/current/images/netboot/mini.iso|CD minimale di Ubuntu 14.04]] * [[http://archive.ubuntu.com/ubuntu/dists/precise/main/installer-i386/current/images/netboot/mini.iso|CD minimale di Ubuntu 12.04]] ## * [[http://archive.ubuntu.com/ubuntu/dists/vivid/main/installer-i386/current/images/netboot/mini.iso|CD minimale di Ubuntu 15.04]] ## * [[http://archive.ubuntu.com/ubuntu/dists/utopic/main/installer-i386/current/images/netboot/mini.iso|CD minimale di Ubuntu 14.10]] ## * [[http://archive.ubuntu.com/ubuntu/dists/saucy/main/installer-i386/current/images/netboot/mini.iso|CD minimale di Ubuntu 13.10]] ## * [[http://archive.ubuntu.com/ubuntu/dists/quantal/main/installer-i386/current/images/netboot/mini.iso|CD minimale di Ubuntu 12.10]] ## * [[http://archive.ubuntu.com/ubuntu/dists/raring/main/installer-i386/current/images/netboot/mini.iso|CD minimale di Ubuntu 13.04]] ## * [[http://archive.ubuntu.com/ubuntu/dists/oneiric/main/installer-i386/current/images/netboot/mini.iso|CD minimale di Ubuntu 11.10]]; ## * [[http://archive.ubuntu.com/ubuntu/dists/lucid/main/installer-i386/current/images/netboot/mini.iso|CD minimale di Ubuntu 10.04]]; ## * [[http://archive.ubuntu.com/ubuntu/dists/natty/main/installer-i386/current/images/netboot/mini.iso|CD minimale di Ubuntu 11.04]]; ## * [[http://archive.ubuntu.com/ubuntu/dists/maverick/main/installer-i386/current/images/netboot/mini.iso|CD minimale di ##Ubuntu 10.10]]; ## * [[http://archive.ubuntu.com/ubuntu/dists/karmic/main/installer-i386/current/images/netboot/mini.iso|CD minimale di ##Ubuntu 9.10]]; ## * [[http://archive.ubuntu.com/ubuntu/dists/hardy/main/installer-i386/current/images/netboot/mini.iso|CD minimale di ##Ubuntu 8.04]]. |
* Ricordare sempre che la presenza di danneggiamenti sul disco rigido, per quanti piccoli e limitati, può ridurne l'attesa di vita, provvedere quindi a frequenti backup durante l'uso. |
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| * architetture a '''64 bit''': * [[http://archive.ubuntu.com/ubuntu/dists/wily/main/installer-amd64/current/images/netboot/mini.iso|CD minimale di Ubuntu 15.10]] * [[http://archive.ubuntu.com/ubuntu/dists/trusty/main/installer-amd64/current/images/netboot/mini.iso|CD minimale di Ubuntu 14.04]] * [[http://archive.ubuntu.com/ubuntu/dists/precise/main/installer-amd64/current/images/netboot/mini.iso|CD minimale di Ubuntu 12.04]] ## * [[http://archive.ubuntu.com/ubuntu/dists/vivid/main/installer-amd64/current/images/netboot/mini.iso|CD minimale di Ubuntu 15.04]] ## * [[http://archive.ubuntu.com/ubuntu/dists/utopic/main/installer-amd64/current/images/netboot/mini.iso|CD minimale di Ubuntu 14.10]] ## * [[http://archive.ubuntu.com/ubuntu/dists/saucy/main/installer-amd64/current/images/netboot/mini.iso|CD minimale di Ubuntu 13.10]] ##[[http://archive.ubuntu.com/ubuntu/dists/quantal/main/installer-amd64/current/images/netboot/mini.iso|CD minimale di Ubuntu 12.10]] ## * [[http://archive.ubuntu.com/ubuntu/dists/raring/main/installer-amd64/current/images/netboot/mini.iso|CD minimale di Ubuntu 13.04]] ## * [[http://archive.ubuntu.com/ubuntu/dists/oneiric/main/installer-amd64/current/images/netboot/mini.iso|CD minimale di Ubuntu 11.10]]; ## * [[http://archive.ubuntu.com/ubuntu/dists/lucid/main/installer-amd64/current/images/netboot/mini.iso|CD minimale di Ubuntu 10.04]]; ## * [[http://archive.ubuntu.com/ubuntu/dists/natty/main/installer-amd64/current/images/netboot/mini.iso|CD minimale di Ubuntu 11.04]]; ## * [[http://archive.ubuntu.com/ubuntu/dists/maverick/main/installer-amd64/current/images/netboot/mini.iso|CD minimale di ##Ubuntu 10.10]]; ## * [[http://archive.ubuntu.com/ubuntu/dists/karmic/main/installer-amd64/current/images/netboot/mini.iso|CD minimale ##di Ubuntu 9.10]]; ## * [[http://archive.ubuntu.com/ubuntu/dists/hardy/main/installer-amd64/current/images/netboot/mini.iso|CD minimale di ##Ubuntu 8.04]]. = Avvio e installazione = 0. [[Installazione/AvvioDaCd|Configurare il BIOS]] affinchè diventi possibile avviare il sistema da lettore CD o pendrive USB. Terminata la configurazione, inserire il dispositivo d'installazione e riavviare il computer. 0. Qualora al riavvio compaia una riga di comando simile alla seguente: {{{ boot: }}} premere '''Invio''' per proseguire. 0. Una volta presente la seguente schermata <<Immagine(./avvio1404.png,600,center)>> selezionare una fra le seguenti opzioni utilizzando i tasti freccia: * '''Install''': avvia il processo di installazione * '''Command-line install''': avvia il processo di installazione di un sistema minimale a riga di comando * '''Advanced options''': mostra le seguenti opzioni: * '''Expert install''': avvia il processo di installazione per esperti * '''Command-line expert install''': avvia il processo di installazione per esperti di un sistema minimale a riga di comando * '''Rescue mode''': avvia la modalità di ripristino * '''Help''': mostra l'aiuto in linea 0. Continuare seguendo le istruzioni a schermo (comprenderanno, fra le altre cose, scelta di lingua e tastiera, configurazione della rete del server da cui scaricare i pacchetti, partizionamento e scelta della partizione, creazione di utente e password), attendendo che si concludano le varie procedure di installazione e configurazione. 0. Dopo l'installazione del sistema di base comparirà la seguente schermata: <<Immagine(./componenti1404.png,600,center)>> Selezionare quindi i componenti che si desidera installare e premere '''Invio''' (la selezione va effettuata tramite la barra spaziatrice; utilizzare il tasto '''TAB''' per spostarsi su '''Continuare'''). ||<tablestyle="text-align: justify; width:100%;" style="border:none;" 5%><<Immagine(Icone/Piccole/note.png,,center)>> ||<style="padding:0.5em; border:none;">''Non selezionare alcuna voce nel caso si preferisca procedere in seguito con l'installazione dei componenti desiderati, compreso l'ambiente desktop''. || 0. Attendere l'installazione degli eventuali elementi selezionati e seguire le restanti istruzioni a schermo (comprendenti l'installazione del bootloader [[AmministrazioneSistema/Grub|GRUB]] e l'orologio di sistema). 0. Ad installazione terminata, come da istruzioni, rimuovere i supporti removibili e riavviare. Se la procedura si è conclusa senza errori, al riavvio sarà disponibile a seconda dei casi: * Il sistema Ubuntu fornito dell'ambiente grafico precedentemente selezionato. * Un sistema Ubuntu minimale, dotato di sola [[AmministrazioneSistema/RigaDiComando|shell]] testuale a riga di comando, utilizzabile esclusivamente tramite tastiera. <<Anchor(desktop)>> = Esempi di installazione di un ambiente grafico minimale = Se durante la procedura precedente non si è selezionato nessun ambiente desktop, qualora lo si desideri, è possibile installare un ambiente grafico tramite [[AmministrazioneSistema/RigaDiComando|riga di comando]].<<BR>> Di seguito sono riportati alcuni esempi di installazione di un ambiente grafico minimale. <<BR>> Per ulteriori informazioni relative agli ambienti grafici disponibili per '''Ubuntu''' (requisiti di sistema, installazione, configurazione ecc.) visitare [[AmbienteGrafico|questa pagina]]. <<BR>> Le istruzioni includono anche l'installazione di un [[https://en.wikipedia.org/wiki/X_display_manager_%28program_type%29|display manager]] per effettuare il login dell'utente e selezionare la sessione desktop. Ove possibile viene installato il display manager nativo per l'ambiente grafico selezionato (''gdm'' per '''GNOME''', ''kdm'' per '''KDE''', ''lxdm'' per '''LXDE''' ecc.). Per l'installazione di altri display manager e per la loro configurazione consultare [[AmbienteGrafico/DisplayManager|questa pagina]].<<BR>> Se non si desidera installare alcun display manager, è comunque possibile accedere all'ambiente grafico dopo aver effettuato il login testuale tramite [[AmministrazioneSistema/RigaDiComando|shell]], avviando il '''[[https://it.wikipedia.org/wiki/X_Window_System|server X]]''' con il comando:{{{ startx |
* In presenza di danneggiamenti importanti, usare questa procedura solo come propedeutica all'esecuzione del backup od al [[https://wiki.ubuntu-it.org/AmministrazioneSistema/RecuperoDati|recupero di dati persi]], e sostituire senza indugiare oltre il disco rigido in difetto. |
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| <<Anchor(gnome)>> == Installazione di GNOME == |
= Installazione = |
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| Digitare il seguente comando: {{{ sudo apt-get install gdm gnome-core xorg |
Il pacchetto richiesto è preinstallato e non è rimovibile senza compromettere il sistema. = Esecuzione = Tutti i successivi comandi vanno digitati nel [[AmministrazioneSistema/Terminale|terminale]], e molti di essi necessitano dei [[AmministrazioneSistema/PrivilegiDiAmministrazione|privilegi di amministrazione]], procedere quindi con la dovuta cautela. == Individuazione dei blocchi danneggiati == Questa parte è propedeutica all'individuazione degli eventuali blocchi danneggiati, delle partizioni in cui sono presenti, e su cui si andrà a operare. 0. [[Hardware/DispositiviPartizioni/IndividuarePartizioni#lsblk|Individuare]] il filesystem e la partizione nella quale è presente il blocco danneggiato. 0. [[AmministrazioneSistema/ComandiBase#umount|Smontare]] la partizione col filesystem individuata col comando suddetto. <<Anchor(danneggiati)>> 0. Creare una lista dei blocchi danneggiati, tramite il comando:{{{ sudo badblocks -v /dev/sdxy > ~/blocchi-guasti.txt }}} Sostituire ''xy'' colla lettera e numero della partizione su cui s'opera. Per visionare la lista degli eventuali blocchi danneggiati, aprire con un [[Ufficio/EditorDiTesto|editor di testo]] il file `~/blocchi-guasti.txt`. == Isolare i blocchi danneggiati == Questa parte può richiedere tempi molto lunghi, in dipendenza della dimensione delle partizioni, della gravità dei danni, delle prestazioni del computer e del tipo di filesystem, non è possibile dare nessuna indicazione sui tempi richiesti. Prevedere quindi un'adeguata disponibilità di tempo prima di procedere, e __per nessun motivo interrompere__ la procedura tramite il comando:{{{ Ctrl+C }}} pena l'alto rischio di compromettere i dati contenuti nelle partizioni. {{{#!wiki note Prendere eventuali accorgimenti per le interruzioni di corrente, ad esempio tramite l'uso di un [[https://it.wikipedia.org/wiki/Gruppo_di_continuità|gruppo di continuità]], per evitare danni da mancanze improvvise d'alimentazione. |
| Linea 109: | Linea 67: |
| Per l'installazione dell'ambiente '''GNOME Shell''' attraverso repository esterni, consultare la [[Installazione/CdMinimale/GnomeShell|relativa guida]]. | Ci sono due modalità per procedere all'operazione: * Per cercare, verificare, e riparare l'intera partizione, più lenta e più precisa, digitare il seguente comando:{{{ sudo e2fsck -cfpv /dev/sdxy }}} * Per limitare l'intervento ai soli blocchi danneggiati, più veloce e meno precisa, digitare il seguente comando:{{{ sudo e2fsck -l blocchi-guasti.txt /dev/sdxy }}} `blocchi-guasti.txt` è il file creato con questo [[#danneggiati|comando]]. |
| Linea 111: | Linea 75: |
| <<Anchor(kde)>> == Installazione di KDE == |
In entrambi i casi, sostituire ''xy'' con la lettera e numero della partizione su cui si opera. |
| Linea 114: | Linea 77: |
| Per un ambiente '''desktop''' di base digitare il comando:{{{ sudo apt-get install kdm kde-plasma-desktop xorg}}} |
Il significato delle opzioni è come da seguente tabella: |
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| Per un ambiente grafico di base specifico per '''netbook''' digitare il comando:{{{ sudo apt-get install kdm kde-plasma-netbook xorg }}} |
||<tablestyle="width:60%;" rowstyle="background-color: #cccccc;" :10%>'''Opzione''' ||<:90%>'''Funzione''' || ||<style="background-color: #f7f7f7;" :> '''c''' ||<:> Cerca e lista i blocchi danneggiati || ||<style="background-color: #f7f7f7;" :> '''f''' ||<:> Verifica il filesystem || ||<style="background-color: #f7f7f7;" :> '''l''' ||<:> Legge il file con la lista dei blocchi danneggiati || ||<style="background-color: #f7f7f7;" :> '''p''' ||<:> Tenta la riparazione dei blocchi danneggiati, per quanto è possibile || ||<style="background-color: #f7f7f7;" :> '''v''' ||<:> Lista a schermo quanto viene svolto || |
| Linea 121: | Linea 86: |
| <<Anchor(xfce)>> == Installazione di Xfce == |
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| Digitare il seguente comando: {{{ sudo apt-get install xfce4 xorg xinit lightdm }}} |
Al termine della procedura sarà possibile provare l'avvio del sistema, dalla propria partizione residente sul disco rigido, oggetto dell'intervento. |
| Linea 128: | Linea 89: |
| <<Anchor(lxde)>> == Installazione di LXDE == Digitare il seguente comando:{{{ sudo apt-get install lxde xinit lxdm xorg }}} ##=== Installazione su Ubuntu 8.04 === ##Aprire il file `/etc/apt/sources.list` con un [[Ufficio/EditorDiTesto|editor di testo]] con i ##[[AmministrazioneSistema/Sudo|privilegi di amministrazione]] e aggiungere in fondo al file le seguenti righe:{{{ ##deb http://ppa.launchpad.net/lxde/ubuntu hardy main ##deb-src http://ppa.launchpad.net/lxde/ubuntu hardy main ##}}} ##Per aggiornare la lista dei [[Repository|repository]] e installare '''LXDE''' è sufficiente digitare i seguenti ##comandi in una finestra di terminale: {{{ ##sudo apt-get update ##sudo apt-get install lxde xinit lxdm xorg ##}}} == Installazione di Unity == Per installare una versione minimale dell'interfaccia grafica [[AmbienteGrafico/Unity|Unity]], consultare la [[Installazione/CdMinimale/Unity|relativa guida]]. |
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| Linea 152: | Linea 91: |
| * [[http://e2fsprogs.sourceforge.net/|Sito del progetto]] * [[https://it.wikipedia.org/wiki/E2fsprogs|Voce enciclopedica]] |
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| Linea 153: | Linea 95: |
| * [[https://help.ubuntu.com/community/Installation/MinimalCD|Documento originale]] * [[Hardware/DispositiviPartizioni/MasterizzareIso|Come masterizzare un'immagine ISO]] * [[AmbienteGrafico|Ambienti grafici disponibili per Ubuntu]] |
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| ---- CategoryInstallazioneSistema |
#CategoryHardware |
Guida verificata con Ubuntu: 22.04
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Introduzione
In questa pagina viene presentata una concisa guida all'uso del programma , utile per interdire l'uso da parte del sistema di eventuali blocchi danneggiati fisicamente, spesso circoscritti a singole partizioni, sul disco rigido.
e2fsck è specifico per i dischi rigidi con partizioni formattate con filesystem ext2, ext3 e ext4.
Si raccomanda di eseguire i passaggi illustrati di seguito tramite un sistema avviato in modalità Live, oppure da un altro sistema GNU/Linux installato su un secondo disco rigido, tramite un ambiente Chroot, e previo smontaggio del disco rigido su cui si vuole operare.
Informazioni utili sui dischi rigidi
Sintomi tipici dei danneggiamenti sono un malfunzionamento del disco rigido, spesso riferibili a sistemi installati in specifiche partizioni, come blocchi del sistema, difficoltà o impedimento all'accesso ai dati, rallentamenti nell'uso,
La problematica in oggetto è causata da un errato movimento dei meccanismi interni dei dischi rigidi magnetici, mentre non può avvenire, essendo privi di parti mobili, nei dischi a stato solido.
Ricordare sempre che i danni fisici al disco rigido sono irreparabili, non aprire l'involucro del disco rigido per tentare di riparare i piatti magnetici danneggiati.
Operando sui dischi rigidi si corre il rischio in caso di errore di perdere i dati presenti sul disco rigido. È fortemente consigliato di munirsi di una copia di backup dei propri dati prima di proseguire.
- Ricordare sempre che la presenza di danneggiamenti sul disco rigido, per quanti piccoli e limitati, può ridurne l'attesa di vita, provvedere quindi a frequenti backup durante l'uso.
In presenza di danneggiamenti importanti, usare questa procedura solo come propedeutica all'esecuzione del backup od al recupero di dati persi, e sostituire senza indugiare oltre il disco rigido in difetto.
Installazione
Il pacchetto richiesto è preinstallato e non è rimovibile senza compromettere il sistema.
Esecuzione
Tutti i successivi comandi vanno digitati nel terminale, e molti di essi necessitano dei privilegi di amministrazione, procedere quindi con la dovuta cautela.
Individuazione dei blocchi danneggiati
Questa parte è propedeutica all'individuazione degli eventuali blocchi danneggiati, delle partizioni in cui sono presenti, e su cui si andrà a operare.
Individuare il filesystem e la partizione nella quale è presente il blocco danneggiato.
Smontare la partizione col filesystem individuata col comando suddetto.
Creare una lista dei blocchi danneggiati, tramite il comando:
sudo badblocks -v /dev/sdxy > ~/blocchi-guasti.txt
Sostituire xy colla lettera e numero della partizione su cui s'opera.
Per visionare la lista degli eventuali blocchi danneggiati, aprire con un editor di testo il file ~/blocchi-guasti.txt.
Isolare i blocchi danneggiati
Questa parte può richiedere tempi molto lunghi, in dipendenza della dimensione delle partizioni, della gravità dei danni, delle prestazioni del computer e del tipo di filesystem, non è possibile dare nessuna indicazione sui tempi richiesti.
Prevedere quindi un'adeguata disponibilità di tempo prima di procedere, e per nessun motivo interrompere la procedura tramite il comando:
Ctrl+C
pena l'alto rischio di compromettere i dati contenuti nelle partizioni.
Prendere eventuali accorgimenti per le interruzioni di corrente, ad esempio tramite l'uso di un gruppo di continuità, per evitare danni da mancanze improvvise d'alimentazione.
Ci sono due modalità per procedere all'operazione:
Per cercare, verificare, e riparare l'intera partizione, più lenta e più precisa, digitare il seguente comando:
sudo e2fsck -cfpv /dev/sdxy
Per limitare l'intervento ai soli blocchi danneggiati, più veloce e meno precisa, digitare il seguente comando:
sudo e2fsck -l blocchi-guasti.txt /dev/sdxy
blocchi-guasti.txt è il file creato con questo comando.
In entrambi i casi, sostituire xy con la lettera e numero della partizione su cui si opera.
Il significato delle opzioni è come da seguente tabella:
Opzione |
Funzione |
c |
Cerca e lista i blocchi danneggiati |
f |
Verifica il filesystem |
l |
Legge il file con la lista dei blocchi danneggiati |
p |
Tenta la riparazione dei blocchi danneggiati, per quanto è possibile |
v |
Lista a schermo quanto viene svolto |
Al termine della procedura sarà possibile provare l'avvio del sistema, dalla propria partizione residente sul disco rigido, oggetto dell'intervento.
Ulteriori risorse
