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Guida verificata con Ubuntu: 22.04 24.04 25.10
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Introduzione
Questa guida illustra come installare e configurare l'ambiente di sviluppo Android Studio su Ubuntu, che include l'Android Software Development Kit (SDK). Android Studio è l'IDE ufficiale per lo sviluppo di applicazioni Android e fornisce tutti gli strumenti necessari per programmare in Java o Kotlin.
Che cos'è Android Studio e Android SDK
Android Studio è l'ambiente di sviluppo integrato (IDE) ufficiale per la piattaforma Android. Basato su IntelliJ IDEA, offre un editor di codice avanzato, strumenti di debugging, un emulatore integrato, strumenti per l'analisi delle performance e un sistema di build flessibile.
L'Android SDK (Software Development Kit) è una collezione di strumenti di sviluppo essenziali che Android Studio utilizza per creare, testare e debuggare applicazioni Android. Include:
Android Debug Bridge (ADB): Uno strumento a riga di comando per comunicare con dispositivi Android o emulatori.
API Platform: Le librerie necessarie per compilare app per diverse versioni di Android.
Strumenti di build: Per compilare e impacchettare le applicazioni.
System Images: Immagini di sistema per l'emulatore Android.
Preparazione del sistema
Prima di procedere con l'installazione di Android Studio, è necessario assicurarsi che il sistema Ubuntu sia preparato correttamente.
Installare Java Development Kit (JDK)
Android Studio richiede una versione compatibile del Java Development Kit (JDK).
Si raccomanda di installare OpenJDK.
Per installare la versione LTS raccomandata di OpenJDK, aprire un terminale e digitare i seguenti comandi:
sudo apt install openjdk-11-jdk
O la versione più aggiornata per Ubuntu, openjdk-21-jdk, a seconda delle preferenze e dei requisiti specifici.
OpenJDK 11 o 17 sono le versioni LTS attuali e più comuni per lo sviluppo Android. Se si usa un PPA o Snap per Android Studio, potrebbe non essere necessario installare Java separatamente, ma è una buona pratica.
Scaricare Android Studio
Scaricare l'ultima versione di Android Studio dal sito ufficiale per sviluppatori Android. Il pacchetto è un file .tar.gz specifico per Linux.
Estrarre e Spostare Android Studio
Dopo aver scaricato il pacchetto, estrarlo. Si consiglia di spostare la cartella estratta in una posizione dove l'utente abbia i permessi e che sia facilmente accessibile, ad esempio nella propria home directory o in /opt.
Estrarre e spostare nella home il file scaricato dal punto precedente:
cd ~/Downloads tar -xzf android-studio-*-linux.tar.gz sudo mv android-studio-* /opt/
L'uso di /opt è comune per software di terze parti non gestiti dal gestore pacchetti di sistema.
Installazione e Primo Avvio di Android Studio
Avviare Android Studio
Spostarsi nella directory bin all'interno della cartella di Android Studio e lanciare lo script studio.sh:
cd /opt/android-studio/bin ./studio.sh
Al primo avvio, Android Studio guiderà l'utente attraverso un "Setup Wizard" che installerà i componenti essenziali dell'Android SDK.
- Seguire le istruzioni del Wizard. Di solito si può scegliere un'installazione "Standard".
Android Studio scaricherà i componenti SDK necessari, come le SDK Platform Tools, le SDK Platforms per l'ultima versione di Android e un'immagine del sistema per l'emulatore.
Assicurarsi di avere almeno 10-15 GB di spazio libero su disco, poiché i componenti SDK e le immagini del sistema possono essere molto grandi.
Creare un collegamento sul desktop (opzionale)
Per avviare Android Studio più comodamente, si può creare un'icona nel menu delle applicazioni. Una volta che è in esecuzione, andare su "Configure" (nella schermata di benvenuto) o Tools > Create Desktop Entry... e seguire le istruzioni.
Configurazione del sistema e ADB
Aggiungere i percorsi SDK alla variabile PATH (raccomandato)
Per poter utilizzare gli strumenti a riga di comando dell'SDK (come ADB) da qualsiasi directory, è utile aggiungere i percorsi alla variabile d'ambiente PATH.
Modificare il file .bashrc nella propria home directory con un editor di testo:
nano ~/.bashrc
Aggiungere le seguenti linee alla fine del file, assicurandosi che il percorso a android-sdk sia quello corretto per la propria installazione (solitamente si trova nella home in ~/Android/Sdk dopo l'installazione tramite Android Studio):
Android SDK PATH export ANDROID_HOME=HOME/Android/Sdk export PATH=HOME/Android/Sdk export PATH=PATH:ANDROIDHOME/emulator export PATH=ANDROID HOME/emulator export PATH=PATH:ANDROIDHOME/platform−tools export PATH=ANDROID HOME/platform−tools export PATH=PATH:$ANDROID_HOME/tools/bin
Salvare il file e applicare le modifiche:
source ~/.bashrc
Preparazione del dispositivo hardware (USB Debugging)
Per connettere un dispositivo Android fisico e debuggare applicazioni, è necessario abilitare il "Debug USB" sul dispositivo e configurare le regole udev su Ubuntu.
Abilitare Opzioni Sviluppatore: Sul dispositivo Android, andare su Impostazioni > Informazioni sul telefono e toccare più volte il Numero build finché non compare un messaggio che le "Opzioni sviluppatore" sono abilitate.
Abilitare Debug USB: Nelle nuove Opzioni sviluppatore (solitamente sotto Impostazioni > Sistema o Altro), abilitare Debug USB.
Configurare regole udev: Questo permette a Ubuntu di riconoscere correttamente il dispositivo. Creare un nuovo file di regole udev per Android:
sudo nano /etc/udev/rules.d/51-android.rules
Aggiungere la seguente linea al file. Un esempio generico per molti dispositivi comuni è:
SUBSYSTEM=="usb", ATTR{idVendor}=="XXXX", MODE="0666", GROUP="plugdev"Sostituire XXXX con l'ID del produttore del proprio dispositivo Android. È possibile trovare gli ID dei produttori online o usando lsusb con il dispositivo collegato.
- Per un supporto più ampio, è possibile aggiungere regole per vari produttori o utilizzare un file di regole più completo come quello fornito da Google (cercare "Android udev rules").
Salvare il file e ricaricare le regole udev:
sudo udevadm control --reload-rules sudo udevadm trigger
Testare ADB: Collegare il dispositivo Android al computer via USB e, da terminale, digitare:
adb devices
Il dispositivo dovrebbe apparire nell'elenco. Al primo collegamento, potrebbe essere necessario autorizzare il debug USB sul dispositivo stesso.
