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Questo è il numero 19 del 2026, riferito alla settimana che va da lunedì 11 maggio a domenica 17 maggio. Per qualsiasi commento, critica o lode, contattaci attraverso la mailing list del gruppo promozione.

Notizie da Ubuntu

Ubuntu Core 26 introduce build Linux precise, aggiornamenti OTA ottimizzati, patch del kernel in tempo reale e una protezione hardware migliorata per le implementazioni mission-critical

Il 19 maggio 2026 Canonical ha annunciato la disponibilità generale di Ubuntu Core 26, il suo sistema operativo minimale e immutabile con fino a 15 anni di manutenzione della sicurezza.

Ubuntu Core 26 introduce importanti miglioramenti di sistema per le operazioni mission-critical e i carichi di lavoro di intelligenza artificiale a bassa latenza, grazie a tempi di installazione ridotti, aggiornamenti OTA più piccoli del 90% e build di precisione tramite Chisel. Come nelle versioni precedenti, ogni componente è uno snap isolato e firmato crittograficamente, creando una catena di avvio controllata in cui viene eseguito solo software verificato. Con questa nuova versione LTS (Long-Term Support), Ubuntu Core si conferma la piattaforma Linux di fiducia per i sistemi mission-critical, aiutando a soddisfare i requisiti del Cyber ​​Resilience Act (CRA) dell'UE e consentendo implementazioni di intelligenza artificiale sicure, verificabili e private, basate su una profonda tracciabilità del software e sulla fiducia a livello hardware.

Fonte: Canonical.com

Ora puoi aggiornare la tua distribuzione da Ubuntu 25.10 a Ubuntu 26.04 LTS in pochi secondi

Dopo settimane di attesa finalmente è possibile aggiornare da Ubuntu 25.10 a Ubuntu 26.04 LTS in modo semplice e sicuro. La funzionalità di aggiornamento è stata riattivata ufficialmente e gli utenti interessati a scoprire tutte le novità della nuova versione possono farlo direttamente dal proprio sistema, senza dover reinstallare tutto da zero. Quindi, per chi desidera aggiornare, il metodo consigliato è quello di aprire una pagina di terminale e scrivere il comando update-manager -c -d, dopo aver effettuato l'aggiornamento completo del sistema (ovvero: sudo apt update && sudo apt full-upgrade) e aver riavviato il PC. Questo comando aprirà il "gestore aggiornamenti" che rileverà automaticamente la disponibilità della nuova versione. Se si accettano le condizioni, l'utente verrà guidato in ogni fase dell’upgrade con un’interfaccia grafica intuitiva e sicura. È bene ricordare che comunque è fortemente consigliato eseguire un backup prima dell’aggiornamento, per evitare la perdita di dati in caso di imprevisti, e verificare che tutte le applicazioni critiche siano compatibili con la nuova versione. In caso di problemi, è sempre possibile consultare la community Ubuntu o le note di rilascio ufficiali. Questa possibilità di aggiornamento diretto conferma l’impegno, ancora una volta, di Canonical nel semplificare l’esperienza dell’utente, abbattendo le barriere tecniche e rendendo l’evoluzione del sistema operativo un processo lineare, semplice e accessibile a tutti.

Fonte: omgubuntu.co.uk

Aggiunto il supporto per Ubuntu 26.04 in VMare Workstation

Il mondo della virtualizzazione negli ultimi tempi ha vissuto notevoli scossoni, ma la recente mossa di Broadcom ha ristabilito un punto fermo straordinario per la community dei professionisti e degli appassionati IT, confermando l'arrivo del pieno supporto ufficiale di VMware Workstation per la distribuzione Ubuntu 26.04 LTS. Non rappresenta un semplice aggiornamento, bensì una risposta concreta e tempestiva a un problema che da sempre affligge chi fa della virtualizzazione il proprio strumento quotidiano di lavoro. Parliamo dell'incompatibilità cronica tra i moduli del kernel Linux in rapida evoluzione e gli hypervisor proprietari. Gli sviluppatori hanno profuso uno sforzo ingegneristico notevole per far sì che i driver fondamentali dell'applicazione, nello specifico i moduli vmmon e vmnet, si compilassero senza la minima esitazione o patch di terze parti direttamente sull'architettura del kernel Linux di ultima generazione integrato nella nuova release di Canonical. Naturalmente per l'utente finale questo cambio di passo si traduce immediatamente in una stabilità operativa senza precedenti e nell'azzeramento di quei frustranti crash di sistema che storicamente si verificavano durante l'avvio di macchine virtuali complesse subito dopo un aggiornamento software importante. L'integrazione nativa non si ferma alla pura compatibilità del codice, ma si riflette positivamente anche sulle prestazioni dell'accelerazione grafica 3D, che ora sfrutta in modo ottimale i moderni server grafici desktop per garantire una fluidità d'interfaccia sia nei sistemi ospiti Windows sia nelle varie derivate GNU/Linux. Un'attenzione particolare è stata dedicata alla sicurezza d'esecuzione e alla gestione dei permessi a runtime, un aspetto in cui la nuova distribuzione di Canonical ha imposto standard severissimi e con cui il software VMware si interfaccia in totale armonia senza generare fastidiosi conflitti di isolamento hardware. Al di là di questo, è possibile visionare le note di rilascio di questa release e, chiarendo che VMware Workstation Pro è gratuito, ma non è un software open source. È possibile utilizzarlo per uso personale o commerciale senza dover acquistare una chiave di licenza, tuttavia, per scaricare il programma di installazione è necessario registrarsi, spuntare una serie di caselle e navigare in un labirinto di link piuttosto confusionario.

Fonte: omgubuntu.co.uk


Notizie dal Mondo

Linux travolto dai report IA: Torvalds cambia le regole

Linus Torvalds spinge Linux verso un sistema pubblico: troppi report duplicati generati dall'IA hanno reso ingestibile la lista privata.

Linux sta mettendo ordine in un problema nato proprio dagli strumenti che promettono di accelerare la scoperta dei bug. Linus Torvalds ha indicato che la lista privata di sicurezza del kernel è diventata quasi ingestibile per colpa di segnalazioni duplicate generate con sistemi di intelligenza artificiale. Il punto non è vietare l'uso dell'IA nella ricerca di vulnerabilità, ma impedire che gli stessi risultati finiscano più volte in un canale chiuso dove i manutentori non possono vedere cosa è già stato discusso.

La nuova impostazione spinge i ricercatori a trattare i bug trovati con strumenti automatici come segnalazioni pubbliche, da inviare direttamente ai manutentori interessati. In pratica, un report assistito dall'IA deve arrivare con un riproduttore verificato, testo semplice e informazioni essenziali, invece di essere depositato nella lista privata di sicurezza come se contenesse un segreto ancora sconosciuto. Per Torvalds, se lo stesso strumento può essere eseguito da molti gruppi diversi sullo stesso codice pubblico, la riservatezza perde gran parte del suo senso operativo.

Fonte: tomshw.it

Linux 7.2 accoglie la rivoluzione del PCIe 6.0 con i nuovi Switchtec Gen6

Mentre intelligenza artificiale e machine learning spingono i moderni data center ben oltre i limiti architetturali che conoscevamo fino a ieri, la necessità di muovere moli oceaniche di dati tra enormi cluster di GPU e unità di archiviazione NVMe ad altissime prestazioni ha reso impellente il passaggio allo standard PCIe 6.0. Tecnologia capace di raddoppiare la larghezza di banda rispetto alla generazione passata raggiungendo la sbalorditiva velocità di trasferimento di 64 GT/s per singola linea, oltre all'adozione di un sofisticato processo produttivo a 3 nm per la realizzazione dei chip. Bene, d'ora in avanti, il kernel Linux 7.2 si prepara a scrivere una nuova e fondamentale pagina nella storia informatica, introducendo il supporto nativo proprio per questa rivoluzionaria famiglia di switch targata Microchip. Gli sviluppatori del mondo open source hanno dimostrato ancora una volta una prontezza invidiabile e una visione a lungo termine, lavorando a stretto contatto con i produttori hardware per integrare i driver di gestione necessari direttamente nel ramo principale, muovendosi d'anticipo rispetto alla disponibilità fisica dell'hardware su larga scala. Questo approccio fortemente proattivo garantisce che le aziende operanti nel settore dell'High Performance Computing possano contare fin dal primo giorno di adozione su un'infrastruttura software già rodata, intrinsecamente stabile e perfettamente ottimizzata. In questo complesso scenario, l'aggiornamento del modulo di sistema non si limita affatto a un mero riconoscimento formale dei nuovi dispositivi inseriti sulla scheda madre, ma abilita potenti funzionalità di diagnostica e telemetria profonda, che permetteranno agli amministratori di monitorare in tempo reale la salute di questi chip, scongiurando colli di bottiglia e massimizzando l'efficienza energetica dei server.

Fonte: phoronix.com

Nuova falla della famiglia Dirty Frag che mette a rischio i privilegi root su Linux

L'equilibrio tra sicurezza e flessibilità nel mondo open source viene periodicamente messo alla prova dalla scoperta di vulnerabilità strutturali capaci di far tremare gli amministratori di sistema di tutto il mondo. Questo è ciò che sta accadendo con la scoperta di Fragnesia. Questo nuovo e pericoloso exploit si inserisce di prepotenza nella famigerata famiglia di falle battezzate come Dirty Frag. Un ceppo di vulnerabilità che negli ultimi anni ha dimostrato quanto possano essere insidiosi i difetti di gestione della memoria all'interno del Kernel Linux. Il cuore del problema risiede nel meccanismo con cui il sistema operativo gestisce la frammentazione e il riassemblaggio dei pacchetti di rete, un'operazione fondamentale per il traffico dati che, se manipolata con intelligenza malevola, permette a un utente locale senza privilegi di innescare una condizione di privilege escalation. Sfruttando un difetto di tipo "use-after-free" nella gestione dei buffer di memoria allocati per i frammenti IP, un malintenzionato può corrompere le strutture dati interne del kernel e costringere la macchina a eseguire codice arbitrario con i massimi poteri di sistema. Quello che state immaginando è corretto: operando in questo modo si ottengono gli accessi completi come root. La pericolosità di Fragnesia è amplificata dal fatto che non richiede configurazioni insolite o hardware specifici per essere attivata, rendendo teoricamente vulnerabili una vastissima gamma di distribuzioni, dai server aziendali ai dispositivi embedded, fino ai personal computer desktop di uso quotidiano. La comunità globale si è immediatamente attivata per analizzare l'impatto reale della minaccia, evidenziando come la complessità del codice legato allo stack di rete renda spesso difficile identificare queste anomalie prima che vengano documentate ufficialmente.

Fonte: bleepingcomputer.com

Firefox Release 151

Firefox 151 è stato rilasciato con alcune novità, puntando soprattutto sulla stabilità e sulla coerenza grafica dell’interfaccia. Non introduce grandi rivoluzioni, ma rende l’esperienza quotidiana più fluida. Di fatto ad oggi è l'unico sistema non dipendente dal motore di rendering di Google per la navigazione online.

Novità principali della Release

Una delle modifiche più evidenti riguarda le schede bloccate. In questa versione non possono più essere chiuse accidentalmente, un problema che capitava spesso quando si lavorava con molte schede aperte. Questo rende le schede bloccate molto più affidabili come “punti fissi” della sessione, utili per siti che si consultano ogni giorno.

Anche la barra degli indirizzi è stata migliorata. I suggerimenti sono ora più ordinati e coerenti, riducendo la confusione che talvolta si creava durante la digitazione. La ricerca diventa più immediata e l’interazione complessiva più pulita e meno caotica.

La nuova release include ottimizzazioni interne al motore di rendering e alla gestione della memoria. Questi interventi non sono visibili direttamente, ma contribuiscono a una maggiore velocità soprattutto quando si tengono molte schede aperte per lunghi periodi.

La sicurezza continua a essere un punto centrale. Anche se non ci sono nuove funzioni dedicate, vengono rafforzati i meccanismi di isolamento dei processi e il blocco dei contenuti potenzialmente dannosi.

L’interfaccia riceve piccole rifiniture estetiche, con animazioni più fluide e finestre di dialogo più coerenti con i moderni ambienti desktop. Su Linux, l’integrazione grafica continua a migliorare, soprattutto in ambienti basati su Wayland.

La funzione di traduzione locale, introdotta nelle versioni recenti, diventa più stabile e precisa. È una soluzione completamente offline, utile per chi vuole tradurre pagine senza inviare dati a servizi esterni.

Firefox 151 migliora notevolmente il lavoro con i PDF grazie alle migliorie al lettore integrato, ora più veloce e più stabile. La novità più importante è l’aggiunta della funzione per unire più PDF senza passare da servizi esterni online: è possibile selezionare diversi file, ordinarli e combinarli in un unico documento tramite menu a tendina. Migliorano anche la compilazione dei moduli e la precisione delle evidenziazioni.

Altre modifiche minori:

  • Una nuova pagina Impostazioni più compatta e ordinata.

  • Aggiunta di un tasto per eliminare la sessione su navigazione privata che ricalca Firefox Focus su mobile
  • Possibilità di backup locali dei profili aggiunta anche su Linux

Consigli d’uso e suggerimenti pratici

Per sfruttare al meglio Firefox 151, questi accorgimenti possono essere utili:

  • Usare le schede bloccate per i siti che consulti ogni giorno, come posta, strumenti di lavoro o documentazione. Ora che non si chiudono più per errore, diventano un vero punto di riferimento stabile.
  • Sfruttare la barra degli indirizzi come strumento di ricerca avanzato. Organizzare i segnalibri con parole chiave permette di richiamare rapidamente siti e funzioni, rendendo la navigazione molto più veloce.
  • Attivare la traduzione locale quando si leggono pagine in altre lingue. È utile sia per la privacy sia per lavorare offline, e in questa versione è più affidabile.
  • Controllare l’uso di Wayland nelle impostazioni del sistema. Su molte distribuzioni moderne è attivo di default e offre animazioni più fluide e una migliore gestione delle finestre.
  • Ottimizzare le prestazioni regolando l’accelerazione hardware e il numero di processi utilizzati dal browser. Questa sezione delle impostazioni è particolarmente utile su computer meno recenti.

Disponibilità

Firefox 151 è già disponibile tramite i normali canali di aggiornamento. Su Ubuntu viene distribuito tramite Snap, ma lo si può installare/aggiornare tramite i pacchetti Flatpak o, per i più tradizionalisti, c'è la versione deb.

Fonte: omgubuntu


Aggiornamenti e statistiche

Aggiornamenti di sicurezza

Gli annunci di sicurezza sono consultabili nell'apposita sezione del forum.

Bug riportati

  • Aperti: 135764, +174 rispetto alla scorsa settimana.

  • Critici: 299, = rispetto alla scorsa settimana.

  • Nuovi: 71872, +154 rispetto alla scorsa settimana.

È possibile aiutare a migliorare Ubuntu, riportando problemi o malfunzionamenti. Se si desidera collaborare ulteriormente, la Bug Squad ha sempre bisogno di una mano.


Commenti e informazioni

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