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Questo è il numero 10 del 2026, riferito alla settimana che va da lunedì 9 marzo a domenica 15 marzo. Per qualsiasi commento, critica o lode, contattaci attraverso la mailing list del gruppo promozione.

Notizie da Ubuntu

Canonical e Arduino portano Ubuntu su VENTUNO Q

La collaborazione tra Canonical - l’azienda dietro Ubuntu - e Arduino fa un altro importante passo con l’annuncio del supporto nativo di Ubuntu sulla nuova piattaforma VENTUNO Q, una scheda single-board pensata per applicazioni di intelligenza artificiale, robotica ed edge computing, che unisce prestazioni di calcolo avanzate e un ambiente di sviluppo completo. La VENTUNO Q è dotata dell’architettura dual-brain di Qualcomm, basata sul potente processore Qualcomm Dragonwing IQ-8275, che fornisce fino a 40 TOPS di potenza AI locale, affiancato da un microcontrollore STM32H5 per la gestione deterministica di sensori e attuatori. Questa combinazione permette alla board di eseguire modelli di Large Language Models (LLM), modelli visivi (VLM) e compiti di computer vision direttamente sul dispositivo, senza dipendere dal cloud. Grazie alla collaborazione con Canonical, Ubuntu viene eseguito nativamente sulla VENTUNO Q, offrendo agli sviluppatori un ambiente familiare, completo e pronto all’uso per lo sviluppo di applicazioni AI avanzate, prototipi robotici o sistemi intelligenti in produzione. Ciò significa che è possibile passare dall’idea al prototipo in pochi minuti, eliminando molte delle difficoltà tradizionali legate alla creazione di BSP (Board Support Package) e all’integrazione di kernel o driver specifici. La board è fornita con Arduino App Lab, un ambiente di sviluppo integrato che consente di combinare sketch Arduino, script Python e componenti AI in un’unica piattaforma. Funziona sia in modalità standalone, collegando direttamente schermo e periferiche alla scheda, sia in modalità collegata a un PC, per sviluppare e testare con strumenti familiari come VS Code, Docker e Python environments. La VENTUNO Q è pensata non solo per i maker ma anche per applicazioni professional-grade come robot autonomi con visione artificiale, assistenti vocali offline, sistemi di monitoraggio avanzati o dispositivi edge AI industriali. Infatti, con 16 GB di RAM, 64 GB di memoria espandibile e connettività Wi-Fi 6/Bluetooth 5.3, offre un equilibrio tra prestazioni di calcolo e versatilità hardware adatto a scenari reali. Per Canonical, la possibilità di offrire Ubuntu su una piattaforma così potente rappresenta un ulteriore consolidamento della sua strategia di portare l’ecosistema GNU/Linux in applicazioni di edge computing e intelligenza artificiale, oltre all’uso tradizionale su desktop e server. Ubuntu, con il suo ampio supporto software e una manutenzione di lungo periodo, diventa così una scelta affidabile anche per progetti industriali o di ricerca che richiedono sicurezza, stabilità e compatibilità.

Fonte: ubuntu.com

Fonte: omgubuntu.co.uk

Fonte: arduino.cc


Notizie dalla comunità internazionale

Il futuro di Debian si riscrive con una maggiore diversità nella community ed un uso mirato dell'AI

Il progetto Debian continua a guardare al futuro puntando su due elementi chiave. Il primo è una community più diversificata e inclusiva, il secondo è un utilizzo pragmatico dell’intelligenza artificiale a supporto dello sviluppo. È questo il messaggio principale emerso nell’ultima comunicazione alla comunità da parte del Debian Project Leader, Andreas Tille, pubblicata nella consueta rubrica “Bits from the DPL”, in cui il leader del progetto riflette sulle sfide e sulle opportunità che attendono una delle distribuzioni Linux più importanti del panorama open source. Secondo Tille, uno degli obiettivi principali per il futuro del progetto è rafforzare la diversità all’interno della comunità, non solo in termini di genere ma anche di provenienza geografica, età e background professionale. Un progetto globale come Debian, che coinvolge sviluppatori e collaboratori da tutto il mondo, può infatti crescere e innovare più facilmente se riesce ad attrarre persone con esperienze e punti di vista differenti. Per questo motivo il leader del progetto ha sottolineato l’importanza di creare un ambiente accogliente per nuovi contributori, facilitando l’ingresso di volontari e sviluppatori che desiderano partecipare allo sviluppo della distribuzione. Un altro tema centrale riguarda l’intelligenza artificiale, che secondo Tille potrebbe diventare uno strumento utile per supportare alcune attività del progetto, senza però sostituire il lavoro umano. L’idea non è quella di affidare all’IA il controllo dello sviluppo, ma di utilizzarla in modo strumentale e mirato, ad esempio per automatizzare alcune operazioni ripetitive, analizzare grandi quantità di codice o assistere gli sviluppatori nelle attività di manutenzione dei pacchetti. In questo modo l’IA potrebbe contribuire a rendere più efficiente il lavoro della community, lasciando comunque agli sviluppatori il controllo delle decisioni tecniche. Il messaggio del Debian Project Leader non riguarda solo Debian, ma offre spunti più ampi per tutto il mondo open source. Molti progetti comunitari stanno infatti affrontando sfide simili. Tra cui attrarre nuovi contributori, mantenere una governance aperta e al tempo stesso capire come integrare le nuove tecnologie - come l’intelligenza artificiale - senza snaturare i principi del software libero. Debian, con la sua lunga storia iniziata nel lontano 1993 e con migliaia di volontari coinvolti nello sviluppo, rappresenta uno degli esempi più emblematici di questo modello collaborativo.

Fonte: lists.debian.org


Notizie dal Mondo

Claude Opus 4.6 rivoluziona la caccia ai bug: scoperti oltre 100 problemi in Firefox

L’intelligenza artificiale continua a dimostrare il suo potenziale anche nel campo della sicurezza informatica. Un esempio pratico arriva direttamente dall’utilizzo del modello Claude di Anthropic: la versione Claude Opus 4.6, durante una serie di test, ha individuato 112 vulnerabilità nel browser Mozilla Firefox in appena due settimane. Il risultato ha attirato l’attenzione della comunità di sicurezza perché mostra come i modelli di IA possano accelerare in modo significativo il processo di individuazione di difetti all'interno del software. L’esperimento è nato come una collaborazione con Mozilla, con l’obiettivo di capire se un modello linguistico avanzato potesse essere utile nell’analisi del codice sorgente di un progetto open source complesso, come quello di Firefox. Il browser è già sottoposto a controlli continui da parte della comunità e dei ricercatori di sicurezza, ma l’intelligenza artificiale ha dimostrato di poter lavorare a una velocità molto superiore quando si tratta di esaminare grandi quantità di codice. I numeri dell’esperimento sono significativi e mettono in risalto l'identificazione di 22 vulnerabilità solo nel mese di gennaio, di cui 14 classificate come ad alta gravità, pari a quasi un quinto di tutte le vulnerabilità critiche risolte nel browser durante l’intero 2025. Ancora più sorprendente è la rapidità con cui sono state trovate. Sedetevi, perché vi sorprenderemo. La prima falla è stata scovata dopo circa 20 minuti dall’avvio dell’analisi. Le vulnerabilità individuate appartengono a categorie diverse, tra cui memory corruption, errori logici e problemi di gestione delle autorizzazioni, segno che il modello non si limita a riconoscere pattern superficiali, ma riesce anche ad analizzare la struttura del codice e a individuare comportamenti potenzialmente pericolosi. Secondo la stessa Mozilla, l’intelligenza artificiale non sostituirà i ricercatori umani, ma potrà diventare uno strumento complementare nel ciclo di sviluppo del software, dato che la sua capacità di analizzare rapidamente grandi quantità di codice permette di individuare anomalie in fase preliminare, lasciando poi agli esperti il compito di verificare e correggere i problemi.

Fonte: blog.mozilla.org

digiKam 9.0.0 è stato rilasciato con nuove funzionalità

Finalmente la versione 9.0.0 del programma digiKam è stata rilasciata e funziona ottimamente su PC Linux e su altri sistemi operativi più comuni.

Dopo mesi di intenso sviluppo, risoluzione dei bug e integrazione delle funzionalità, il team di digiKam è lieto di annunciare la versione stabile di digiKam 9.0.0 . Questa versione principale introduce miglioramenti rivoluzionari in termini di prestazioni, usabilità ed efficienza del flusso di lavoro, con particolare attenzione alla modernizzazione dell’interfaccia utente, al miglioramento della gestione dei metadati e all’espansione del supporto a nuovi modelli di fotocamere e formati di file.

digiKam versione 9.0.0 segna un traguardo significativo: il codice core è ora completamente convertito a Qt 6.10.1 per i bundle AppImage e macOS, garantendo prestazioni, sicurezza e compatibilità migliorate con i sistemi operativi moderni. Il bundle Windows Qt6 beneficia anche delle ultime versioni di Qt 6.9.1 e KDE Frameworks 6.20.0 .

Il sito web ufficiale di digiKam ha ricevuto un importante aggiornamento che include nuovi screenshot, descrizioni, cronologia, funzionalità, supporto e sezioni per il download.

Fonte: Il mondo di Paolettopn

Mozilla sperimenta la Smart Window, una nuova modalità di navigazione basata sull'intelligenza artificiale

Il browser Mozilla Firefox continua a esplorare nuove integrazioni con l’intelligenza artificiale e tra le funzionalità più curiose in fase di sviluppo c’è Smart Window, una nuova modalità sperimentale che trasforma il modo in cui si interagisce con il web. Questa funzione, attualmente presente in alcune build beta del browser, introduce una sorta di spazio dedicato in cui l’AI diventa il centro dell’esperienza di navigazione, offrendo assistenza direttamente mentre si esplorano pagine e contenuti online. Una volta attivata, Smart Window si avvia tramite un pulsante presente nella cornice della finestra del browser dove viene modificato l’aspetto dell’interfaccia, rendendo chiaro all’utente di trovarsi in una modalità diversa rispetto alla navigazione tradizionale. L’idea alla base è quella di offrire un ambiente dedicato, dove l’utente può porre domande, analizzare pagine web o confrontare contenuti senza dover cambiare scheda o aprire servizi esterni. In questa modalità l’intelligenza artificiale diventa una sorta di assistente integrato nel browser, capace di interagire con ciò che si sta visualizzando sullo schermo. L’utente può quindi chiedere chiarimenti su una pagina, di riassumere informazioni o ottenere suggerimenti basati sul contenuto aperto. Alcune versioni sperimentali includono anche il supporto a diversi modelli linguistici, tra cui servizi cloud e la possibilità di utilizzare modelli personalizzati, offrendo quindi maggiore flessibilità rispetto a un’unica soluzione predefinita. Naturalmente l’introduzione di queste tecnologie non è priva di critiche. Infatti, parte della comunità teme che un’eccessiva integrazione dell’intelligenza artificiale possa complicare l’esperienza d’uso o sollevare interrogativi legati alla privacy e alla gestione dei dati di navigazione. Mozilla a tal proposito sembra consapevole di queste preoccupazioni e sta cercando di bilanciare innovazione e trasparenza offrendo controlli granulari sulle nuove funzioni.

Fonte: omgubuntu.co.uk

Google Chrome arriva finalmente su ARM64 Linux

Una novità attesa da tanti anni da parte della comunità Linux è finalmente in arrivo. Parliamo del browser Google Chrome, che sarà disponibile anche per sistemi Linux basati su architettura ARM64, colmando così una lacuna che finora costringeva molti utenti a utilizzare alternative come Chromium o altri browser open source. L’annuncio è arrivato direttamente dagli sviluppatori del progetto Chromium, che hanno confermato il lancio della nuova versione nel secondo trimestre del 2026, segnando un passo importante per il supporto ufficiale del browser su questa piattaforma. Per anni, infatti, la versione Linux di Chrome è stata disponibile esclusivamente per sistemi x86_64 (amd64), mentre i dispositivi con CPU ARM dovevano accontentarsi di Chromium o di soluzioni non ufficiali. Questo limite era particolarmente evidente su dispositivi come laptop ARM o single-board computer, dove la mancanza del browser ufficiale rappresentava una delle principali differenze rispetto alle piattaforme più diffuse. Con l’arrivo della nuova build ARM64 per Linux, gli utenti potranno finalmente utilizzare la versione completa di Chrome con tutte le funzionalità tipiche del browser di Google, dalla sincronizzazione di segnalibri, cronologia e password tramite account Google, sino ad arrivare all'accesso diretto al Chrome Web Store per le estensioni e all'integrazione con diversi servizi dell’ecosistema Google. Questa mossa segue un percorso già intrapreso da Google negli ultimi anni. Il browser era stato infatti ottimizzato per i dispositivi Apple con processori ARM nel 2020 e successivamente per Windows nel 2024, rendendo Linux l’ultimo grande sistema operativo a ricevere il supporto ufficiale per questa architettura. L’arrivo di Chrome su ARM64 Linux potrebbe inoltre coincidere con la crescita di nuovi dispositivi basati su questa architettura, come laptop e workstation alimentati da chip ARM, sviluppati da aziende come Qualcomm o Nvidia. Con hardware sempre più potente e diffuso, il supporto del browser più utilizzato al mondo rappresenta un tassello importante per rendere Linux su ARM una piattaforma sempre più completa e competitiva. Se tutto procederà secondo i piani, la nuova versione di Chrome per ARM64 dovrebbe diventare disponibile tra aprile e giugno 2026.

Fonte: omgubuntu.co.uk

Fonte: theverge.com


Aggiornamenti e statistiche

Aggiornamenti di sicurezza

Gli annunci di sicurezza sono consultabili nell'apposita sezione del forum.

Bug riportati

  • Aperti: 144882, +59 rispetto alla scorsa settimana.

  • Critici: 309, −6 rispetto alla scorsa settimana.

  • Nuovi: 74465, +71 rispetto alla scorsa settimana.

È possibile aiutare a migliorare Ubuntu, riportando problemi o malfunzionamenti. Se si desidera collaborare ulteriormente, la Bug Squad ha sempre bisogno di una mano.


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