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| [[BR]] [[Indice(depth=2 align=right)]] [[VersioniSupportate(hardy gutsy feisty dapper)]] |
#format wiki #LANGUAGE it <<BR>> <<Indice(depth=1)>> <<Informazioni(rilasci="17.04 14.04")>> |
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| Questa pagina descrive come installare '''Ubuntu''' da un dispositivo USB. Si tratta di una procedura indirizzata soprattutto alle persone che posseggono un computer privo di lettore CD-ROM, costretti quindi a utilizzare un dispositivo USB per installare un sistema operativo GNU/Linux. | In questa pagina viene spiegato come installare un server per l'installazione remota dei client. |
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| È necessario un supporto rimovibile con dimensione pari o superiore a 1 GiB in modo da poter installare il sistema operativo. È necessario che il dispositivo sia [:Hardware/DispositiviPartizioni/PartizionamentoManuale:formattato] impostando un file-system di tipo «'''FAT32'''». | Assicurarsi che sia abilitato il [[Repository/Componenti|componente]] '''universe''' dei [[Repository|repository]] ufficiali. |
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| [:AmministrazioneSistema/InstallareProgrammi:Installare] i seguenti pacchetti reperibili dai [:Repository:repository ufficiali]: * ''syslinux'' * ''mtools'' |
= Installazione = |
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| = Metodo automatico = | [[AmministrazioneSistema/InstallareProgrammi|Installare]] sul server i pacchetti [[apt://openbsd-inetd,tftpd-hpa,dhcp3-server | openbsd-inetd, tftpd-hpa, dhcp3-server]]. |
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| == Script isotostick == | |
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| '''!IsoToStick''' è uno script che copia il contenuto dell'immagine `.iso` di '''Ubuntu''' all'interno di una penna USB, ed è reperibile a [http://www.startx.ro/sugar/ questo indirizzo]. | = Configurazione del server = |
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| Una volta scaricato lo script renderlo eseguibile:{{{ chmod +x isotostick.sh |
== Configurare il servizio DHCP == Il servizio [[http://wiki.ubuntu-it.org/Server/Dhcp|DHCP]] gestisce l'assegnazione degli indirizzi IP ai client in modo dinamico e permette agli stessi di comunicare con il server. 0. Per configurare il servizio DHCP sul server in modo da consentire ai client all'avvio di trovare, tramite PXE, il server d'installazione remota, aprire con un [[Ufficio/EditorDiTesto|editor di testo]] e con i [[AmministrazioneSistema/Sudo|privilegi di amministrazione]] il file `/etc/dhcp3/dhcpd.conf`, ed aggiungere alla fine del file le seguenti istruzioni: {{{ subnet 192.168.0.0 netmask 255.255.255.0 { range 192.168.0.100 192.168.0.200; filename "pxelinux.0"; } |
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| In seguito copiare il contenuto della `.iso` nella penna USB tramite lo script:{{{ sudo sh isotostick.sh ubuntu-*.iso /dev/sdX1 |
0. Nel caso in cui il server DHCP sia diverso dal server d'installazione remota è necessario aggiungere anche la seguente riga: {{{ next-server ip_server; }}} Sostituire la dicitura «ip_server» con l'IP del server d'installazione remota. Esempio: se il server d'installazione ha indirizzo IP pari a 192.168.0.3 la modifica risultante sarà:{{{ subnet 192.168.0.0 netmask 255.255.255.0 { range 192.168.0.100 192.168.0.200; filename "pxelinux.0"; next-server 192.168.0.3; } }}} se questo parametro non è specificato, il server DHCP corrisponde al server d'installazione remota. 0. Per applicare le modifiche, riavviare il servizio digitando in una finestra di terminale il seguente comando: {{{ sudo /etc/init.d/dhcp3-server restart |
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| Sostituire la dicitura «sdX1» con il nome della partizione ed avviare lo script. | |
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| == liveUSB == | == Configurazione di tftpd-hpa == |
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| Si tratta un piccolo programmino che copia l'interno contenuto del proprio CD all'interno della penna USB, scaricare il pacchetto `.deb` da [http://klik.atekon.de/liveusb/ questo indirizzo] ed installarlo tramite [:AmministrazioneSistema/InstallarePacchettiDebian#metodografico: Gdebi]. Una volta installato si trova nel menu '''''Sistema -> Amministrazione -> Installazione !LiveUsb''''', non si deve far altro che inserire il CD di '''Ubuntu''' nel CD-ROM ed eseguire il programma, verrà copiato in modo automatico tutto il contenuto del CD all'interno della penna USB, verrà configurata in modo che si possa avviare da boot. |
0. Configurare il server d'installazione, aprire con un [[Ufficio/EditorDiTesto|editor di testo]] e con i [[AmministrazioneSistema/Sudo|privilegi di amministrazione]] il file `/etc/inetd.conf` e sostituire il contenuto con la seguente riga: {{{ tftp dgram udp wait root /usr/sbin/in.tftpd /usr/sbin/in.tftpd -s /var/lib/tftpboot }}} |
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| = Metodo manuale = | 0. Sempre con un [[Ufficio/EditorDiTesto|editor di testo]] e con i [[AmministrazioneSistema/Sudo|privilegi di amministrazione]] aprire il file `/etc/default/tftpd-hpa` e modificarlo come segue: {{{ RUN_DEAMON=”yes” }}} |
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| == Abilitare il Boot con SYSLINUX == | 0. Per applicare le modifiche riavviare il servizio digitando nel [[AmministrazioneSistema/Terminale|terminale]] il seguente comando: {{{ sudo /etc/init.d/tftpd-hpa restart }}} |
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| '''Syslinux''' è un boot-loader che opera su file-system di tipo ''FAT'' e ''MS-DOS/Windows''. Di seguito verrà mostrato come creare un supporto rimovibile avviabile da USB. | 0. Scaricare i file necessari all'installazione da rete: |
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| === GNU/Linux === 0. [:Hardware/DispositiviPartizioni/MontarePartizioni/Fat:Montare] il supporto USB nella directory `/media`. 0. Occorre identificare il proprio dispositivo, in modo da conoscere in quale partizione si trovi. Aprire un terminale e digitare:{{{ sudo fdisk -l}}} 0. Per permettere al dispositivo di effettuare il boot da USB, digitare in un terminale il seguente comando, sostituendo la stringa `/dev/sdX1` con il nome della partizione del proprio dispositivo USB, trovato con il comando precedente:{{{ syslinux -s /dev/sdX1}}} 0. Nella directory `/root` del dispositivo USB dovrebbe essere stato creato un file chiamato `ldlinux.sys`. È possibile ora avviare il boot dal proprio dispositivo USB. |
* Per architetture a '''32 bit''' digitare nel [[AmministrazioneSistema/Terminale|terminale]]: {{{ cd ~ lftp -c "open http://it.archive.ubuntu.com/ubuntu/dists/NOME_VERSIONE/main/installer-i386/current/images/; mirror netboot/" }}} * Per architetture a '''64 bit''' digitare in una finestra di terminale: {{{ cd ~ lftp -c "open http://it.archive.ubuntu.com/ubuntu/dists/NOME_VERSIONE/main/installer-amd64/current/images/; mirror netboot/" }}} 0. Per installare i file appena scaricati è sufficiente digitare nel [[AmministrazioneSistema/Terminale|terminale]] il seguente comando: {{{ sudo cp -a netboot/* /var/lib/tftpboot }}} |
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| === Windows === 0. Scaricare la versione più recente di '''Syslinux''' in formato `.zip` da [http://www.kernel.org/pub/linux/utils/boot/syslinux/ qui]. All'interno è presente una la cartella «'''win32'''», nella quale è presente il programma per l'installazione. 0. Collegare il dispositivo USB annotando la lettera associata dal sistema alla periferica, per esempio «'''E:'''» o «'''F:'''». Abilitare il boot entrando nella directory appena creata e digitare in un terminale MS-DOS: {{{ syslinux -s F:}}} 0. Nella directory principale del proprio dispositivo dovrebbe essere stato creato un file chiamato `ldlinux.sys`. È possibile ora avviare il boot dal proprio dispositivo USB. |
= Avvio del client = |
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| == Installazione del sistema sul supporto USB == Copiare l'intero contenuto del CD-ROM d'installazione nel dispositivo USB. Entrare nella cartella `casper` e copiare i file `initrd.gz` e `vmlinuz` nella root del dispositivo USB. Effettuare la stessa operazione per i file `isolinux.cgf` e `isolinux.txt` presenti nella cartella `/isolinux`. |
Entrare nel BIOS del client ed [[Installazione/AvvioSupportoDiInstallazione#Modifica_dell.27ordine_di_avvio|impostare come avvio primario]] l'interfaccia di rete, salvare le modifiche apportate e riavviare il computer. Verrà avviata l'[[Installazione/Generale|installazione]] di '''Ubuntu'''. |
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| == Modifica di SYSLINUX.CFG == Rinominare il file `isolinux.cfg` in `syslinux.cfg` e con un [:Ufficio/EditorDiTesto:editor di testo] eliminare tutti i percorsi che fanno riferimento alla directory `/cdrom/`. Per esempio, la riga:{{{ append file=/cdrom/preseed/ubuntu.seed boot=casper xforcevesa initrd=initrd.gz quiet splash --}}} |
= Ulteriori risorse = |
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| verrà sostituita con{{{ append file=/preseed/ubuntu.seed boot=casper xforcevesa initrd=initrd.gz quiet splash --}}} = Avviare il Boot dal supporto USB = Il dispositivo USB a questo punto, una volta avviato, dovrebbe funzionare esattamente come un normale CD-ROM d'installazione. |
* [[https://help.ubuntu.com/community/PXEInstallServer|Documento originale]] * [[Installazione/CdMinimale|Installazione da CD minimale]] * [[http://www.howtoforge.com/ubuntu_pxe_install_server|Approfondimento dell'argomento su HowToForge]] * [[http://it.wikipedia.org/wiki/Preboot_Execution_Environment|Voce enciclopedica di PXE]] |
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Introduzione
In questa pagina viene spiegato come installare un server per l'installazione remota dei client.
Preparativi
Assicurarsi che sia abilitato il componente universe dei repository ufficiali.
Installazione
Installare sul server i pacchetti openbsd-inetd, tftpd-hpa, dhcp3-server.
Configurazione del server
Configurare il servizio DHCP
Il servizio DHCP gestisce l'assegnazione degli indirizzi IP ai client in modo dinamico e permette agli stessi di comunicare con il server.
Per configurare il servizio DHCP sul server in modo da consentire ai client all'avvio di trovare, tramite PXE, il server d'installazione remota, aprire con un editor di testo e con i privilegi di amministrazione il file /etc/dhcp3/dhcpd.conf, ed aggiungere alla fine del file le seguenti istruzioni:
subnet 192.168.0.0 netmask 255.255.255.0 { range 192.168.0.100 192.168.0.200; filename "pxelinux.0"; }Nel caso in cui il server DHCP sia diverso dal server d'installazione remota è necessario aggiungere anche la seguente riga:
next-server ip_server;
Sostituire la dicitura «ip_server» con l'IP del server d'installazione remota.Esempio: se il server d'installazione ha indirizzo IP pari a 192.168.0.3 la modifica risultante sarà:
subnet 192.168.0.0 netmask 255.255.255.0 { range 192.168.0.100 192.168.0.200; filename "pxelinux.0"; next-server 192.168.0.3; }se questo parametro non è specificato, il server DHCP corrisponde al server d'installazione remota.Per applicare le modifiche, riavviare il servizio digitando in una finestra di terminale il seguente comando:
sudo /etc/init.d/dhcp3-server restart
Configurazione di tftpd-hpa
Configurare il server d'installazione, aprire con un editor di testo e con i privilegi di amministrazione il file /etc/inetd.conf e sostituire il contenuto con la seguente riga:
tftp dgram udp wait root /usr/sbin/in.tftpd /usr/sbin/in.tftpd -s /var/lib/tftpboot
Sempre con un editor di testo e con i privilegi di amministrazione aprire il file /etc/default/tftpd-hpa e modificarlo come segue:
RUN_DEAMON=”yes”
Per applicare le modifiche riavviare il servizio digitando nel terminale il seguente comando:
sudo /etc/init.d/tftpd-hpa restart
- Scaricare i file necessari all'installazione da rete:
Per architetture a 32 bit digitare nel terminale:
cd ~ lftp -c "open http://it.archive.ubuntu.com/ubuntu/dists/NOME_VERSIONE/main/installer-i386/current/images/; mirror netboot/"
Per architetture a 64 bit digitare in una finestra di terminale:
cd ~ lftp -c "open http://it.archive.ubuntu.com/ubuntu/dists/NOME_VERSIONE/main/installer-amd64/current/images/; mirror netboot/"
Per installare i file appena scaricati è sufficiente digitare nel terminale il seguente comando:
sudo cp -a netboot/* /var/lib/tftpboot
Avvio del client
Entrare nel BIOS del client ed impostare come avvio primario l'interfaccia di rete, salvare le modifiche apportate e riavviare il computer. Verrà avviata l'installazione di Ubuntu.
