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Questo è il numero 40 del 2025, riferito alla settimana che va da lunedì 8 dicembre a domenica 15 dicembre. Per qualsiasi commento, critica o lode, contattaci attraverso la mailing list del gruppo promozione.

Notizie da Ubuntu

Ubuntu 26.04 Snapshot 2: vale la pena provarlo?

La seconda istantanea di Ubuntu 26.04 è qui tra noi e questa volta è arrivata una settimana prima del previsto, per dare agli sviluppatori più tempo per sistemare eventuali problemi prima della pausa natalizia. Questa istantanea, lo ricordiamo nuovamente, non è una versione stabile pronta per l’uso quotidiano, ma è piuttosto un’immagine ISO che riflette lo stato corrente del lavoro quotidiano svolto dagli sviluppatori, con aggiornamenti di basso livello e manutenzione interna piuttosto che grosse novità visibili agli occhi dell’utente. In pratica, se hai già usato una daily build recente o hai installato la versione in fase di sviluppo di Ubuntu 26.04 e la tieni aggiornata, non troverai grandissime differenze rispetto allo snapshot precedente. Detto con molta sincerità. Infatti, il kernel rimane lo stesso utilizzato nelle prime fasi di sviluppo (al momento basato su versioni già note, come la 6.17), l’ambiente desktop è GNOME 49 (anche se in tanti aspettano GNOME 50 e il Security Center ampliato) e le novità più visibili, come nuove app di default (ad esempio Showtime come video player e Resources come monitor di sistema), miglioramenti alla gestione della sicurezza e all’esperienza con GPU moderne o Wayland, sono previste più avanti nel ciclo, soprattutto nel 2026, man mano che si avvicina la beta e la release finale.

La raccomandazione resta quella di aspettare versioni più mature, come la beta ufficiale o la release finale, attesa per il 23 aprile 2026. Tuttavia, se sei un appassionato, uno sviluppatore o semplicemente una persona curiosa di vedere come sta evolvendo la prossima LTS, provare la seconda istantanea di questa release può essere un modo interessante per mettere alla prova il sistema, individuare eventuali bug o contribuire con feedback alla community. In ogni caso, installandola saprai che potrai continuare ad aggiornare lo stesso sistema nei successivi snapshot, beta e release candidate senza doverlo reinstallare di volta in volta, accompagnando il viaggio di Ubuntu 26.04 fino alla sua versione definitiva.

Fonte: omgubuntu.co.uk

Ubuntu MATE e Ubuntu Unity, che futuro ci sarà per queste derivate?

A quanto pare, la prossima versione di Ubuntu, attesa per aprile 2026, vedrà un cambiamento significativo nella sua lineup di derivate ufficiali. Due storiche varianti, Ubuntu MATE e Ubuntu Unity, non avranno lo status di LTS per questa release, in quanto non hanno presentato la richiesta di qualifica LTS entro le scadenze fissate dal Technical Board di Ubuntu. Questo non significa necessariamente la fine di entrambe le distribuzioni, ma indica che non avranno la garanzia formale di supporto tipica delle versioni LTS, cosa che invece è stata approvata per altri sette spin ufficiali come Xubuntu, Lubuntu, Ubuntu Budgie, Ubuntu Cinnamon, Ubuntu Studio, Edubuntu e Ubuntu Kylin. Entrando nel dettaglio della questione, Ubuntu MATE, con la sua lunga storia come derivata ufficiale fin dal lontano 2015 e un seguito fedele di utenti che apprezzano il desktop tradizionale e leggero, ha semplicemente mancato la ri-qualifica di versione LTS, nonostante il continuo sviluppo upstream di MATE (per esempio il passaggio a MATE 1.28), probabilmente per mancanza di risorse e di utenti attivi che gestiscano il processo di rilascio e i requisiti formali. Analogamente, Ubuntu Unity - che porta avanti l’ambiente desktop Unity 7 come alternativa storica a GNOME - ha trascorso un periodo recente segnato da difficoltà di mantenimento, con il project lead impegnato in altri ambiti e meno risorse disponibili, motivo per cui non è stata fatta richiesta di LTS.

In termini pratici, l’assenza dello status LTS non impedisce del tutto che Ubuntu MATE o Unity vengano rilasciate per 26.04: entrambe possono comunque pubblicare versioni non-LTS, se supportate dalla release team approval, ricevendo aggiornamenti attraverso i normali repository dei pacchetti durante il normale ciclo di supporto di Ubuntu 26.04. Questo significa che gli attuali utenti di queste due distribuzioni dovranno valutare con attenzione il proprio percorso di aggiornamento. Potranno installare il desktop MATE o Unity da repository in Ubuntu 26.04, ma l’esperienza potrebbe essere meno “ufficiale” e meno stabile nel lungo periodo, senza l’infrastruttura LTS specifica dietro (aggiornamenti di sicurezza e manutenzione per tre anni). La comunità attorno a queste derivata è fortemente divisa, alcuni utenti sottolineano che questo cambiamento sia un semplice aggiustamento formale legato alle scadenze di mantenimento dei progetti, mentre altri temono che possa segnare un rallentamento nella visibilità e nell’adozione di desktop classici come MATE o l’iconico Unity. Per il momento la storia non finisce qui, ma il prossimo ciclo sarà cruciale per capire se queste derivate riusciranno a tornare pienamente nell’orbita LTS in futuro.

Fonte: omgubuntu.co.uk

La telemetria di Ubuntu avrà un nuovo volto con Ubuntu Insights

Con l’avvicinarsi del lancio di Ubuntu 26.04, Canonical sta apportando un aggiornamento importante alla telemetria del sistema, cambiando lo strumento predefinito che raccoglie dati di sistema in modo opt-in, pur mantenendo un forte focus sulla privacy e sulla trasparenza. A partire dalla versione 25.10 è stato introdotto un nuovo servizio chiamato Ubuntu Insights, che affianca lo storico “Ubuntu Report”, ma, dal momento che avere due strumenti simili è giudicato eccessivo, per la 26.04 Insights diventerà il meccanismo unico per chi sceglie di condividere dati con Canonical. È importante sottolineare, soffermarsi e precisare che la telemetria in Ubuntu è sempre stata "opt-in" (cioè si attiva solo se l’utente acconsente esplicitamente), una regola in vigore fin dal 2018 nella maggior parte delle installazioni desktop, e questo non cambierà con la nuova LTS. Quindi nessun dato verrà inviato a Canonical senza che tu lo accetti in modo consapevole durante la prima configurazione o successivamente tramite la modifica delle impostazioni. Canonical ha migliorato inoltre la trasparenza del processo, aprendo il codice server che elabora i dati raccolti, permettendo alla comunità di esaminare esattamente come vengono trattate e aggregate le informazioni e sottolinea che i report sono anonimi e aggregati, focalizzati su statistiche hardware e configurazioni tecniche, non su dati personali identificabili.

La grande novità rispetto a prima riguarda la frequenza e il contenuto delle segnalazioni, per i quali Ubuntu Report generava un unico snapshot delle specifiche hardware subito dopo l’installazione, mentre Ubuntu Insights crea un report mensile, con dati non troppo diversi (CPU, GPU, RAM, risoluzione del monitor, uso di TPM o crittografia, opzioni scelte durante l’installazione e altro), ma aggiornati più regolarmente, per dare a Canonical una visione più coerente e aggiornata del parco installato. Canonical giustifica questa maggiore frequenza di invio con la necessità di ottenere dati sempre più coerenti e tempestivi, utili a capire come le installazioni evolvono nel tempo e dove concentrare maggiormente gli sforzi di sviluppo e manutenzione. D’altra parte, resta sempre una scelta dell’utente decidere se partecipare o meno e la sua decisione viene raccolta in modo chiaro nel processo di setup, senza possibilità di saltare quella schermata senza dare una risposta esplicita.

Fonte: omgubuntu.co.uk

Ubuntu 26.04 LTS porta AMD ROCm nei repository ufficiali

Una delle novità più interessanti che sta emergendo in vista del rilascio di Ubuntu 26.04 LTS è l’integrazione ufficiale di AMD ROCm (si tratta dello stack software open-source di AMD) direttamente nei repository della distribuzione. Questa mossa semplifica enormemente l’utilizzo dell’ecosistema di calcolo GPU di AMD su Ubuntu. In passato, chi voleva fare sviluppo con GPU AMD (per AI/ML, HPC o altre applicazioni ad alte prestazioni) doveva aggiungere manualmente i repository di AMD e gestire manualmente dipendenze e pacchetti, un processo spesso complesso e soggetto a errori. Invece, con Ubuntu 26.04, grazie al lavoro di Canonical in stretta collaborazione con AMD, i pacchetti ROCm saranno mantenuti nel repository ufficiale e installabili con un semplice sudo apt install rocm, senza bisogno di repository esterni né configurazioni complicate. Questa scelta rende Ubuntu molto più competitivo anche rispetto alle piattaforme che storicamente hanno dominato lo sviluppo software accelerato su Linux, in cui per anni NVIDIA CUDA è stato il riferimento principale per AI e HPC su Linux, grazie anche alla sua presenza nei repository ufficiali di molte distribuzioni. Ora Ubuntu porta ROCm allo stesso livello, permettendo agli sviluppatori e ai professionisti di scegliere con più facilità tra soluzioni AMD o NVIDIA senza dover affrontare procedure di configurazione complicate. Non male, non credi? ;)

Fonte: canonical.com

Fonte: omgubuntu.co.uk

Fonte: 9to5linux.com


Notizie dalla comunità italiana

La newsletter va in vacanza

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Questo è l'ultimo numero del 2025. Dopo una breve pausa dovuta alle festività natalizie, le pubblicazioni settimanali riprenderanno nei primi giorni del mese di gennaio 2025!

La redazione della Newsletter coglie l'occasione per augurare a tutti Buone Feste e un nuovo anno pieno di soddisfazioni!


Notizie dalla comunità internazionale

Firefox 146 porta il supporto nativo al fractional scaling su Wayland

Con Mozilla Firefox 146 arriva finalmente una delle novità più attese dagli utenti Linux che usano il server grafico Wayland. Parliamo del supporto nativo al fractional scaling, una funzionalità che permette al browser di adattare correttamente l’interfaccia e i contenuti a scala di visualizzazione non intera (per esempio 125% o 150%), migliorando così la nitidezza, l'efficienza del rendering e l'esperienza visiva su schermi ad alta risoluzione. Fino a questa versione, Firefox sulle distribuzioni GNU/Linux tendeva a rendere la grafica a un fattore di scala intero (ad esempio al 200 %), per poi lasciare al compositor il compito di ridimensionarla. Questo processo non solo era inefficiente ma spesso produceva testo leggermente sfocato o artefatti grafici, soprattutto su display HiDPI con valori di scala frazionari. Con il supporto nativo introdotto in Firefox 146, gli stessi sviluppatori commentano che ora il browser calcola direttamente la scala desiderata, consentendo un rendering più preciso e fluido. Gli elementi grafici vengono disegnati alla risoluzione corretta fin dall’inizio, riducendo il carico di lavoro sia della GPU sia del server grafico Wayland, con benefici tangibili per chi utilizza display moderni o configurazioni multi-monitor con DPI differenti. Tuttavia non mancano segnalazioni che evidenziano alcune imperfezioni legate al fractional scaling, come problemi di resa del testo in determinate configurazioni desktop (per esempio con KDE Plasma). Alcuni utenti invece stanno sperimentando impostazioni alternative o flag in about:config per ottenere risultati ottimali. Nel complesso, Firefox 146 è un aggiornamento che migliora l’esperienza grafica su Wayland, rispondendo a una delle richieste più sentite dagli utenti desktop negli ultimi anni. Anche se possono ancora esserci casi in cui l’esperienza non è perfetta su tutte le configurazioni, questo passo è un segnale chiaro dell’impegno di Mozilla nel supportare meglio l’ecosistema GNU/Linux moderno.

Fonte: omgubuntu.co.uk

Fonte: phoronix.com


Aggiornamenti e statistiche

Aggiornamenti di sicurezza

Gli annunci di sicurezza sono consultabili nell'apposita sezione del forum.

Bug riportati

  • Aperti: 144022, +37 rispetto alla scorsa settimana.

  • Critici: 316, +1 rispetto alla scorsa settimana.

  • Nuovi: 73907, +24 rispetto alla scorsa settimana.

È possibile aiutare a migliorare Ubuntu, riportando problemi o malfunzionamenti. Se si desidera collaborare ulteriormente, la Bug Squad ha sempre bisogno di una mano.


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