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| ||<tablestyle="float:right; font-size: 0.9em; width:40%; background:#F1F1ED; margin: 0 0 1em 1em;" style="padding:0.5em;">'''Contents'''[[BR]][[TableOfContents]]|| Documento originale: https://help.ubuntu.com/community/CommandlineHowto |
## page was renamed from CommandlineHowto #format wiki #LANGUAGE it [[BR]] ||<tablebgcolor="#f1f1ed" tablewidth="35%" tablestyle="margin: 0pt 0pt 1em 1em; float: right; font-size: 0.9em;"style="padding: 0.5em;">'''Indice'''[[BR]][[TableOfContents()]] || |
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| Ubuntu è una distribuzione linux caratterizzata da un'interfaccia grafica semplice e gradevole, e rappresenta l'ideale punto di partenza per coloro che si avvicinano ad un sistema GNU/Linux per la prima volta. Tuttavia, alcune operazioni necessarie per l'amministrazione del sistema richiedono ancora di impartire dei comandi da tastiera attraverso un'interfaccia a caratteri (Linea di Comando, dal termine inglese Command Line); ciò si traduce in un maggiore controllo sul sistema e, con un briciolo di esperienza, anche in un non trascurabile risparmio in termini di tempo. D'altra parte non bisogna dimenticare che Linux è un sistema operativo di tipo unix, in cui la Linea di Comando costituisce la principale finestra di interazione con il calcolatore. Non spaventatevi: sebbene al principio possa sembrare uno strumento un po' esoterico, presto diventerà nelle vostre mani, pardon: sotto i vostri polpastrelli ;-) un 'coltellino svizzero' cui non saprete più rinunciare. == Di cosa si tratta? == Una Linea di Comando è molto semplicemente, un'interfaccia utente basata su, lo dice la parola stessa, linee di comandi. Tecnicamente non è altro che un '''processore seriale diretto a carattere'''; più comunemente l'utente interagisce con il computer introducendo dei caratteri direttamente da tastiera lungo, appunto, una linea o riga (ovviamente anche più di una se il caso lo richiede), cosa che induce una risposta da parte del calcolatore, sulla base della sintassi propria del processore testuale citato poco sopra.[[BR]] Ora prima che le cose inizino a sembrare più complicate di quanto non siano in realtà, procediamo oltre. /!\ Chi non vede l'ora di scaldare i polpastrelli può procedere fin d'ora al paragrafo intitolato ''' Sintassi dei Comandi''', nei prossimi paragrafi ricostruiremo in breve la '''biografia''' della nostra Linea di Comando. |
''Shell'', ''terminale'' e ''riga di comando'', sono termini che indicano in maniera equivalente un dispositivo a interfaccia testuale. Può servire a svolgere gran parte delle mansioni in un sistema operativo: muoversi attraverso il file system per creare, cancellare o rinominare file, scaricare, installare o rimuovere programmi, per configurare l'hardware, per creare script e molte altre cose. Tante delle azioni sopra elencate, come noto alla maggior parte degli utenti, possono essere svolte tramite programmi a interfaccia grafica. La shell può essere utile qualora sussistano dei malfunzionamenti di tali programmi e si vogliano tracciare eventuali [:Bug:bug], nel caso non esistano programmi a interfaccia grafica o semplicemente perché l'utente ritiene comodo usarla. La guida introduce gli utenti alle prime armi alla linea di comando e ad alcuni aspetti del file system. Per approfondire l'uso dei singoli comandi si consulti la [:ComandiBase:relativa guida]. = Come funziona la shell = [[Anchor(aprire)]] == Aprire una finestra di terminale == Seguire le indicazioni adatte alla versione del sistema in uso: * '''Ubuntu''': * fare clic su '''''Applicazioni -> Accessori -> Terminale'''''; * '''Kubuntu''': * fare clic su '''''Menu K -> Sistema -> Konsole'''''; * '''Xubuntu''': * fare clic su '''''Applications -> Accessories -> Terminale'''''. == Home utente e file system == === Il contenuto della cartella Home === Per capire come funziona la riga di comando si prenda come modello un utente che durante l'installazione, fra le varie cose, abbia impostato come nome utente '''mario''' e come nome del computer '''mario-desktop'''. A disposizione di tale utente, all'interno della cartella `/home`, ci sarà una cartella con il suo stesso nome, cioè `mario`, il cui percorso completo sarà `/home/mario`, alla quale potrà accedervi dal menu '''''Risorse -> Cartella Home'''''. Tale cartella, nota anche come '''home utente''', riveste una grande importanza all'interno del sistema, dato che al suo interno, sotto forma di file nascosti, sono memorizzate tutti file di configurazione dei programmi. ||<tablestyle="text-align: justify; width:100%; " style="border:none;" 5%>[[Immagine(Icone/Grandi/info.png,,center)]] ||<style="padding:0.5em; border:none;">Per visualizzare file nascosti, fare clic su '''''Visualizza -> Mostra file nascosti'''''. || Per esempio, nella sottocartella `~/.mozilla` vengono memorizzati i dati riguardanti il browser '''Firefox''': segnalibri, estensioni, impostazioni menu, etc; nel caso sia installato il programma di posta '''Thunderbird''', in `~/.mozilla-thunderbird` saranno archiviate le email, gli indirizzi di posta etc. ||<tablestyle="text-align: justify; width:100%; " style="border:none;" 5%>[[Immagine(Icone/Piccole/note.png,,center)]] ||<style="padding:0.5em; border:none;">''Per nascondere un file è sufficiente preporre un punto prima del suo nome. Ad esempio, per nascondere il file'' `script.sh` ''è sufficiente [:ComandiBase#mv:rinominarlo] in'' `.script.sh`. || === File system === attachment:file_system70.png Si può accedere alla radice del file system scegliendo '''''Risorse -> Computer''''', facendo clic sull'icona «'''File system'''» oppure selezionando «'''File system'''» dalla barra laterale sinistra. Il file system, inteso come la directory che contiene tutte le altre, è rappresentato dal simbolo «/», chiamato '''root''', da non confondere con la cartella `/root`, la '''Home''' dell'amministratore. Se si desiderano maggiori informazioni sulle partizioni consultare la [:Hardware/DispositiviPartizioni/PartizioniUbuntu:relativa guida]. === La cartella /home/ === attachment:home70.png È la directory che contiene tutte le '''Home''' degli utenti presenti nel sistema. Nel sistema in figura è presente solo la '''Home''' dell'utente '''mario''', ma aggiungendo utenti al sistema verranno create le relative cartelle '''Home'''. === Home utente === attachment:home_utente70.png Nella directory `/home/mario` sono presenti alcuni file, alcuni memorizzati dall'utente stesso e altri già presenti dalla prima installazione come, ad esempio, la directory `Desktop` che ovviamente andrà a contenere tutti i file, cartelle e icone di avvio presenti sulla scrivania. == La shell == Un'ultima osservazione prima di addentrarci nei dettagli: nella shell, la '''home utente''' viene generalmente indicata con il simbolo '''~''', chiamato «tilde». Per ottenerlo, occorre premere i tasti '''Alt``Gr+ì'''. [#aprire Aprendo un terminale] l'utente '''mario''' visualizzerà: attachment:shell.png Questo messaggio dice che: * l'utente '''mario''', all'interno del computer '''mario-desktop''', si trova attualmente nella propria '''home utente''', cioè '''{{{mario}}}''', cioè '''~'''.[[BR]] [[BR]] Il simbolo «'''$'''» indica la modalità "utente". Esiste anche una modalità "amministratore" (comando: {{{sudo su}}}) caratterizzata dal simbolo «'''#'''», che però in Ubuntu capita di vedere di rado. Si veda a tal proposito la pagina [:Sudo:Sudo]. Per avere la conferma di essere nella cartella {{{mario}}}, è utile eseguire il comando «'''pwd'''», che serve a visualizzare il percorso attuale in cui si trova la shell. Quindi digitando: {{{ pwd }}} e premendo '''Invio''' (ovviamente va sempre dato l'invio per far partire un comando) si otterrà: attachment:shell_pwd.png Se invece darà il comando «'''ls'''», otterrà l'elenco dei file presenti nella cartella {{{mario}}} (il comando «'''ls -a'''» elenca anche i file nascosti): {{{ Desktop documenti Examples foto lettera.odt scheda.ods }}} Il nostro utente può muoversi attraverso il file system con la shell usando il comando '''cd'''. Supponiamo voglia spostarsi nella cartella {{{doc}}} (percorso: {{{/usr/share/doc}}}). Dovrà dare il comando {{{cd /usr/share/doc}}}: {{{ mario@mario-desktop:~$ cd /usr/share/doc }}} ed otterrà: {{{ mario@mario-desktop:/usr/share/doc$ }}} Si noti che ora, alla sinistra del simbolo «'''$'''», viene indicata la nuova posizione nella cartella {{{doc}}}. Abbiamo quindi capito che con la shell possiamo andare "a spasso" per il file system e al suo interno sarà possibile eseguire i comandi di cui abbiamo bisogno. Consultando la guida [:ComandiBase] potrete familiarizzare con i comandi basilari. Questa guida procede ora con alcuni esempi pratici e relativi suggerimenti sull'uso della shell. Più che altro, si vuole mettere in guardia l'utente da possibili errori. Per fare questo continuiamo ad avvalerci della preziosa collaborazione dell'utente '''mario''' e del suo file system. = Esempi e suggerimenti = == Tasti di selezione rapida == === Autocompletamento === Per evitare di digitare ogni singola lettera scrivendo per es. `/home/mario/Desktop`, si può usare il tasto '''Tab''' (individuabile sulla sinistra della tastiera: è quello con le due frecce sovrapposte, accanto al tasto «'''Q'''»). Digitando `/h` e premendo il tasto '''Tab''', la stringa si autocompleta in `/home/`. Aggiungendo la «'''m'''»: `/home/m` + '''Tab''' si avrà `/home/mario/` e così via fino ad ottenere `/home/mario/Desktop`. Se nella directory `/home` sono presenti sia mario che michele, alla pressione del tasto '''tab''' non accadrà niente, perchè giustamente non è possibile sapere quale dei due l'utente stia richiedendo, ma premendo una seconda volta il tasto '''tab''' verranno presentati tutti i file e directory che iniziano per «'''m'''»; digitando anche la lettera «'''a'''» l'ambiguità scompare e quindi premendo nuovamente '''tab''' il nome ''mario'' verrà completato. Se oltre a ''mario'' e ''michele'' è presente anche ''maria'', l'autocompletamento si bloccherà correttamente a `/home/mari`, e l'utente dovrà aggiungere l'ultima lettera. [[Immagine(Icone/Piccole/warning.png,,left)]] [[BR]] '''Attenzione: nella shell le lettere minuscole sono "diverse" dalle lettere maiuscole: si dice che è [http://it.wikipedia.org/wiki/Sensibile_alle_maiuscole sensibile alle maiuscole] o case sensitive. Vale per tutto: comandi, file, directory. La digitazione deve necessariamente rispettare le lettere maiuscole e minuscole.'''[[BR]] === Posizione del cursore === Non è possibile selezionare con il mouse una delle parole interne ad un comando per modificarla o cancellarla. Dovremo necessariamente spostare il cursore con i tasti '''Freccia destra/sinistra''' per portarlo nella posizione che ci interessa. Per velocizzare lo spostamento del cursore si possono usare alcune combinazioni con i tasti '''Freccia''' e i tasti '''Fine''' e '''Home''' (tasto con la freccia diretta in alto a sinistra): * '''Ctrl+Freccia destra/sinistra''': il cursore "salta" di parola in parola * '''Home''': cursore ad inizio stringa * '''Fine''': cursore a fine stringa === Cancellare parole === * '''Ctrl+W''': cancella la parola a sinistra del cursore * '''Ctrl+U''': cancella tutte le parole a sinistra del cursore * '''Ctrl+K''': cancella tutte le parole a destra del cursore === Comandi in memoria === I comandi impartiti rimangono in memoria. Per poterli richiamare è sufficiente usare i tasti '''Freccia su/giù'''; in su per scorrere a ritroso i comandi già utilizzati e in giù per tornare a quelli più recenti. In molte circostanze questa funzione può essere comoda per non dover riscrivere un intero comando da capo o per modificarne solo una parte. == Percorsi == Per agire sui file (creare, rimuovere, spostare, copiare, ecc.) occorre indicare il percorso delle directory oppure spostarsi all'interno della directory in cui si trova il file interessato. Supponiamo di voler rimuovere, attraverso il comando «'''rm'''», il file {{{canzone.ogg}}} che si trova in {{{/home/mario/Desktop}}}. Si può dare subito il comando con il percorso: {{{ rm /home/mario/Desktop/canzone.ogg }}} oppure prima ci possiamo spostare nella directory {{{Desktop}}}: {{{ cd /home/mario/Desktop }}} e poi dare il comando: {{{ rm canzone.ogg }}} Comando senza percorso: Dalla shell, certi comandi si possono eseguire indipendentemente dalla directory in cui ci si trova. Un esempio può essere l'installazione di programmi tramite [:Apt:apt-get]: {{{ sudo apt-get install nome_programma }}} == Spazi == È importante rispettare gli spazi all'interno del comando. Nel caso precedente, usando: {{{ rm /home/mario/Desktop/canzone.ogg }}} è stata rispettata questa forma: {{{ comando [spazio] percorso_file }}} Ci vorrà più attenzione se aumentano gli input. Per esempio, supponiamo di avere il file {{{canzone.ogg}}} nel ''Desktop'' (percorso {{{/home/mario/Desktop/canzone.ogg}}}) e di volerne creare una copia con il nome {{{song.ogg}}} in una cartella del ''Desktop'' chiamata {{{archivio_musica}}} (percorso: {{{/home/mario/Desktop/archivio_musica/song.ogg}}}). Usando il comando '''cp''' si ha: {{{ cp /home/mario/Desktop/canzone.ogg /home/mario/Desktop/archivio_musica/song.ogg }}} È stata rispettata la forma: {{{ comando [spazio] percorso_file [spazio] percorso_file_copiato_con_nuovo_nome }}} Se non si rispettano gli spazi il comando non va a buon fine! == Nominare file e directory == ||<tablestyle="text-align: justify; width:100%; " style="border:none;" 5%>[[Immagine(Icone/Grandi/info.png,,center)]] ||<style="padding:0.5em; border:none;">È consigliato non inserire spazi all'interno dei nomi di file e cartelle. È suggerito sostituire il carattere di spaziatura con quello di ''underscore'' «'''_'''». || La shell può avere problemi a riconoscere una directory con un nome {{{cartella miei documenti}}}. Il comando: {{{ cd /home/mario/cartella miei documenti }}} non viene riconosciuto. Verrebbe riconosciuto se riformulato con questa formattazione: {{{ cd /home/mario/cartella\ miei\ documenti/ }}} ottenibile usando il tasto '''Tab'''. Oppure mettendo l'apostrofo all'inizio e alla fine del percorso: {{{ cd '/home/mario/cartella miei documenti' }}} Quindi conviene dare dei nomi del tipo {{{cartella_miei_documenti}}} o {{{cartella-miei-documenti}}}. '''È bene usare con parsimonia il punto «.»''' Essendo usato per contraddistinguere un formato tipo {{{foto.jpg}}}, {{{canzone.ogg}}}, ecc., evitando di usarlo si possono evitare possibili equivoci. Il punto anteposto al nome, come già visto, viene usato per indicare un file nascosto (per esempio {{{.file_nascosto}}}). == Immissione della password == La password viene richiesta quando dobbiamo agire con i privilegi dell'amministratore. In questo modo si ha la possibilità di accedere a directory non accessibili al singolo utente e modificare eventuali file di sistema. Supponiamo di voler modificare con l'editor di testo '''[:Nano:nano]''' il file `sources.list` appartenente alla directory `apt` (percorso: `/etc/apt/sources.list`). Per farlo occorre usare il comando '''[:Sudo:sudo]''' che viene sempre anteposto a tutti gli altri comandi: {{{ sudo nano /etc/apt/sources.list }}} dopo l'invio verrà richiesta la password: {{{ Password: }}} Quando verrà immessa la password, per motivi di sicurezza, non appariranno i caratteristici asterischi (****), bensì il campo rimarrà vuoto. Non preoccupatevi, digitate la password e date l'invio. Per alcuni minuti la password rimane attiva, quindi se bisogna riusare '''sudo''', non ci sarà bisogno di ridigitarla. Se vogliamo interrompere il suo effetto, basterà digitare: {{{ sudo -k }}} == Errori == In caso di errori la shell ci avvertirà con dei messaggi. Al contrario, quando il comando è andato a buon fine, non avremo nessuna segnalazione. Torniamo all'utente '''mario''' che vuole creare la cartella {{{musica}}} sul ''Desktop'' con il comando «'''mkdir'''»: {{{ mario@mario-desktop:~$ mkdir /home/mario/Desktop/musica }}} dopo aver dato '''Invio''' otterrà: {{{ mario@mario-desktop:~$ }}} A volte questo può spiazzare un utente alle prime armi che magari si aspetterebbe un segnale di conferma dell'avvenuta creazione della directory {{{musica}}}. Andando a controllare sul ''Desktop'', '''mario''' troverà la sua nuova cartella. = Considerazioni finali = Gli esempi mostrati sono volutamente banali. Nella maggior parte dei casi le operazioni citate possono essere svolte con pochi clic del mouse. Lo scopo era quello di prendere confidenza con la shell, partendo da nozioni già conosciute quali: la copia/rimozione di un file, la creazione di una directory, ecc. Come avrete notato, la linea di comando è molto sfruttata all'interno delle guide. Questo, per il semplice motivo che in questo modo, oltre ad ottenere una guida molto sintetica, c'è il vantaggio di avere comandi che possono rimanere immutati nel tempo. Al contrario, descrivere passaggi in modalità grafica genera guide più lunghe e si crea il rischio di avere una guida presto obsoleta, dal momento che un'interfaccia grafica è soggetta a cambiamenti all'uscita di nuove versioni. La conoscenza di alcuni concetti base può permettere anche agli utenti tecnicamente meno preparati di riuscire a destreggiarsi nel mondo dei comandi. Non occorre conoscere a memoria tutti i dettagli (se ciò avviene tanto meglio), bastano poche nozioni per porsi davanti a un'eventuale guida comprendendo dove si andrà a parare senza abbandonarsi al mero copia/incolla. = Ulteriori risorse = * [http://help.ubuntu-it.org/6.06/ubuntu/desktopguide/it/linux-basics.html Una presentazione di un sistema GNU/Linux nei suoi aspetti principali] * [:ComandiBase:Guida ai comandi fondamentali] * [:Sudo:Guida ai comandi per ottenere il privilegio dell'amministratore di sistema] * [:PermessiFile:Guida agli strumenti di modifica dei permessi sui file] * [:Apt:Guida all'installazione di programmi tramite apt-get] * [:InstallareProgrammi/DaSorgenti:Guida alla compilazione del codice sorgente] * [:Programmazione/Checkinstall:Guida alternativa all'installazione da sorgenti] ---- CategoryDaRevisionare CategoryAmministrazione |
IndiceBRTableOfContents() |
Introduzione
Shell, terminale e riga di comando, sono termini che indicano in maniera equivalente un dispositivo a interfaccia testuale. Può servire a svolgere gran parte delle mansioni in un sistema operativo: muoversi attraverso il file system per creare, cancellare o rinominare file, scaricare, installare o rimuovere programmi, per configurare l'hardware, per creare script e molte altre cose.
Tante delle azioni sopra elencate, come noto alla maggior parte degli utenti, possono essere svolte tramite programmi a interfaccia grafica. La shell può essere utile qualora sussistano dei malfunzionamenti di tali programmi e si vogliano tracciare eventuali [:Bug:bug], nel caso non esistano programmi a interfaccia grafica o semplicemente perché l'utente ritiene comodo usarla.
La guida introduce gli utenti alle prime armi alla linea di comando e ad alcuni aspetti del file system. Per approfondire l'uso dei singoli comandi si consulti la [:ComandiBase:relativa guida].
Come funziona la shell
Aprire una finestra di terminale
Seguire le indicazioni adatte alla versione del sistema in uso:
Ubuntu:
fare clic su Applicazioni -> Accessori -> Terminale;
Kubuntu:
fare clic su Menu K -> Sistema -> Konsole;
Xubuntu:
fare clic su Applications -> Accessories -> Terminale.
Home utente e file system
Il contenuto della cartella Home
Per capire come funziona la riga di comando si prenda come modello un utente che durante l'installazione, fra le varie cose, abbia impostato come nome utente mario e come nome del computer mario-desktop.
A disposizione di tale utente, all'interno della cartella /home, ci sarà una cartella con il suo stesso nome, cioè mario, il cui percorso completo sarà /home/mario, alla quale potrà accedervi dal menu Risorse -> Cartella Home. Tale cartella, nota anche come home utente, riveste una grande importanza all'interno del sistema, dato che al suo interno, sotto forma di file nascosti, sono memorizzate tutti file di configurazione dei programmi.
Per visualizzare file nascosti, fare clic su Visualizza -> Mostra file nascosti. |
Per esempio, nella sottocartella ~/.mozilla vengono memorizzati i dati riguardanti il browser Firefox: segnalibri, estensioni, impostazioni menu, etc; nel caso sia installato il programma di posta Thunderbird, in ~/.mozilla-thunderbird saranno archiviate le email, gli indirizzi di posta etc.
Per nascondere un file è sufficiente preporre un punto prima del suo nome. Ad esempio, per nascondere il file script.sh è sufficiente [:ComandiBase#mv:rinominarlo] in .script.sh. |
File system
attachment:file_system70.png
Si può accedere alla radice del file system scegliendo Risorse -> Computer, facendo clic sull'icona «File system» oppure selezionando «File system» dalla barra laterale sinistra. Il file system, inteso come la directory che contiene tutte le altre, è rappresentato dal simbolo «/», chiamato root, da non confondere con la cartella /root, la Home dell'amministratore. Se si desiderano maggiori informazioni sulle partizioni consultare la [:Hardware/DispositiviPartizioni/PartizioniUbuntu:relativa guida].
La cartella /home/
attachment:home70.png
È la directory che contiene tutte le Home degli utenti presenti nel sistema. Nel sistema in figura è presente solo la Home dell'utente mario, ma aggiungendo utenti al sistema verranno create le relative cartelle Home.
Home utente
attachment:home_utente70.png
Nella directory /home/mario sono presenti alcuni file, alcuni memorizzati dall'utente stesso e altri già presenti dalla prima installazione come, ad esempio, la directory Desktop che ovviamente andrà a contenere tutti i file, cartelle e icone di avvio presenti sulla scrivania.
La shell
Un'ultima osservazione prima di addentrarci nei dettagli: nella shell, la home utente viene generalmente indicata con il simbolo ~, chiamato «tilde». Per ottenerlo, occorre premere i tasti AltGr+ì.
[#aprire Aprendo un terminale] l'utente mario visualizzerà:
attachment:shell.png
Questo messaggio dice che:
l'utente mario, all'interno del computer mario-desktop, si trova attualmente nella propria home utente, cioè mario, cioè ~.BR
BR Il simbolo «$» indica la modalità "utente". Esiste anche una modalità "amministratore" (comando: sudo su) caratterizzata dal simbolo «#», che però in Ubuntu capita di vedere di rado. Si veda a tal proposito la pagina [:Sudo:Sudo].
Per avere la conferma di essere nella cartella mario, è utile eseguire il comando «pwd», che serve a visualizzare il percorso attuale in cui si trova la shell. Quindi digitando:
pwd
e premendo Invio (ovviamente va sempre dato l'invio per far partire un comando) si otterrà:
attachment:shell_pwd.png
Se invece darà il comando «ls», otterrà l'elenco dei file presenti nella cartella mario (il comando «ls -a» elenca anche i file nascosti):
Desktop documenti Examples foto lettera.odt scheda.ods
Il nostro utente può muoversi attraverso il file system con la shell usando il comando cd. Supponiamo voglia spostarsi nella cartella doc (percorso: /usr/share/doc). Dovrà dare il comando cd /usr/share/doc:
mario@mario-desktop:~$ cd /usr/share/doc
ed otterrà:
mario@mario-desktop:/usr/share/doc$
Si noti che ora, alla sinistra del simbolo «$», viene indicata la nuova posizione nella cartella doc.
Abbiamo quindi capito che con la shell possiamo andare "a spasso" per il file system e al suo interno sarà possibile eseguire i comandi di cui abbiamo bisogno. Consultando la guida [:ComandiBase] potrete familiarizzare con i comandi basilari.
Questa guida procede ora con alcuni esempi pratici e relativi suggerimenti sull'uso della shell. Più che altro, si vuole mettere in guardia l'utente da possibili errori. Per fare questo continuiamo ad avvalerci della preziosa collaborazione dell'utente mario e del suo file system.
Esempi e suggerimenti
Tasti di selezione rapida
Autocompletamento
Per evitare di digitare ogni singola lettera scrivendo per es. /home/mario/Desktop, si può usare il tasto Tab (individuabile sulla sinistra della tastiera: è quello con le due frecce sovrapposte, accanto al tasto «Q»). Digitando /h e premendo il tasto Tab, la stringa si autocompleta in /home/.
Aggiungendo la «m»: /home/m + Tab si avrà /home/mario/ e così via fino ad ottenere /home/mario/Desktop.
Se nella directory /home sono presenti sia mario che michele, alla pressione del tasto tab non accadrà niente, perchè giustamente non è possibile sapere quale dei due l'utente stia richiedendo, ma premendo una seconda volta il tasto tab verranno presentati tutti i file e directory che iniziano per «m»; digitando anche la lettera «a» l'ambiguità scompare e quindi premendo nuovamente tab il nome mario verrà completato. Se oltre a mario e michele è presente anche maria, l'autocompletamento si bloccherà correttamente a /home/mari, e l'utente dovrà aggiungere l'ultima lettera.
Immagine(Icone/Piccole/warning.png,,left) BR Attenzione: nella shell le lettere minuscole sono "diverse" dalle lettere maiuscole: si dice che è [http://it.wikipedia.org/wiki/Sensibile_alle_maiuscole sensibile alle maiuscole] o case sensitive. Vale per tutto: comandi, file, directory. La digitazione deve necessariamente rispettare le lettere maiuscole e minuscole.BR
Posizione del cursore
Non è possibile selezionare con il mouse una delle parole interne ad un comando per modificarla o cancellarla. Dovremo necessariamente spostare il cursore con i tasti Freccia destra/sinistra per portarlo nella posizione che ci interessa.
Per velocizzare lo spostamento del cursore si possono usare alcune combinazioni con i tasti Freccia e i tasti Fine e Home (tasto con la freccia diretta in alto a sinistra):
Ctrl+Freccia destra/sinistra: il cursore "salta" di parola in parola
Home: cursore ad inizio stringa
Fine: cursore a fine stringa
Cancellare parole
Ctrl+W: cancella la parola a sinistra del cursore
Ctrl+U: cancella tutte le parole a sinistra del cursore
Ctrl+K: cancella tutte le parole a destra del cursore
Comandi in memoria
I comandi impartiti rimangono in memoria. Per poterli richiamare è sufficiente usare i tasti Freccia su/giù; in su per scorrere a ritroso i comandi già utilizzati e in giù per tornare a quelli più recenti.
In molte circostanze questa funzione può essere comoda per non dover riscrivere un intero comando da capo o per modificarne solo una parte.
Percorsi
Per agire sui file (creare, rimuovere, spostare, copiare, ecc.) occorre indicare il percorso delle directory oppure spostarsi all'interno della directory in cui si trova il file interessato. Supponiamo di voler rimuovere, attraverso il comando «rm», il file canzone.ogg che si trova in /home/mario/Desktop. Si può dare subito il comando con il percorso:
rm /home/mario/Desktop/canzone.ogg
oppure prima ci possiamo spostare nella directory Desktop:
cd /home/mario/Desktop
e poi dare il comando:
rm canzone.ogg
Comando senza percorso: Dalla shell, certi comandi si possono eseguire indipendentemente dalla directory in cui ci si trova. Un esempio può essere l'installazione di programmi tramite [:Apt:apt-get]:
sudo apt-get install nome_programma
Spazi
È importante rispettare gli spazi all'interno del comando.
Nel caso precedente, usando:
rm /home/mario/Desktop/canzone.ogg
è stata rispettata questa forma:
comando [spazio] percorso_file
Ci vorrà più attenzione se aumentano gli input. Per esempio, supponiamo di avere il file canzone.ogg nel Desktop (percorso /home/mario/Desktop/canzone.ogg) e di volerne creare una copia con il nome song.ogg in una cartella del Desktop chiamata archivio_musica (percorso: /home/mario/Desktop/archivio_musica/song.ogg). Usando il comando cp si ha:
cp /home/mario/Desktop/canzone.ogg /home/mario/Desktop/archivio_musica/song.ogg
È stata rispettata la forma:
comando [spazio] percorso_file [spazio] percorso_file_copiato_con_nuovo_nome
Se non si rispettano gli spazi il comando non va a buon fine!
Nominare file e directory
È consigliato non inserire spazi all'interno dei nomi di file e cartelle. È suggerito sostituire il carattere di spaziatura con quello di underscore «_». |
La shell può avere problemi a riconoscere una directory con un nome cartella miei documenti. Il comando:
cd /home/mario/cartella miei documenti
non viene riconosciuto. Verrebbe riconosciuto se riformulato con questa formattazione:
cd /home/mario/cartella\ miei\ documenti/
ottenibile usando il tasto Tab. Oppure mettendo l'apostrofo all'inizio e alla fine del percorso:
cd '/home/mario/cartella miei documenti'
Quindi conviene dare dei nomi del tipo cartella_miei_documenti o cartella-miei-documenti.
È bene usare con parsimonia il punto «.»
Essendo usato per contraddistinguere un formato tipo foto.jpg, canzone.ogg, ecc., evitando di usarlo si possono evitare possibili equivoci. Il punto anteposto al nome, come già visto, viene usato per indicare un file nascosto (per esempio .file_nascosto).
Immissione della password
La password viene richiesta quando dobbiamo agire con i privilegi dell'amministratore. In questo modo si ha la possibilità di accedere a directory non accessibili al singolo utente e modificare eventuali file di sistema.
Supponiamo di voler modificare con l'editor di testo [:Nano:nano] il file sources.list appartenente alla directory apt (percorso: /etc/apt/sources.list). Per farlo occorre usare il comando [:Sudo:sudo] che viene sempre anteposto a tutti gli altri comandi:
sudo nano /etc/apt/sources.list
dopo l'invio verrà richiesta la password:
Password:
Quando verrà immessa la password, per motivi di sicurezza, non appariranno i caratteristici asterischi (****), bensì il campo rimarrà vuoto. Non preoccupatevi, digitate la password e date l'invio.
Per alcuni minuti la password rimane attiva, quindi se bisogna riusare sudo, non ci sarà bisogno di ridigitarla. Se vogliamo interrompere il suo effetto, basterà digitare:
sudo -k
Errori
In caso di errori la shell ci avvertirà con dei messaggi. Al contrario, quando il comando è andato a buon fine, non avremo nessuna segnalazione.
Torniamo all'utente mario che vuole creare la cartella musica sul Desktop con il comando «mkdir»:
mario@mario-desktop:~$ mkdir /home/mario/Desktop/musica
dopo aver dato Invio otterrà:
mario@mario-desktop:~$
A volte questo può spiazzare un utente alle prime armi che magari si aspetterebbe un segnale di conferma dell'avvenuta creazione della directory musica. Andando a controllare sul Desktop, mario troverà la sua nuova cartella.
Considerazioni finali
Gli esempi mostrati sono volutamente banali. Nella maggior parte dei casi le operazioni citate possono essere svolte con pochi clic del mouse. Lo scopo era quello di prendere confidenza con la shell, partendo da nozioni già conosciute quali: la copia/rimozione di un file, la creazione di una directory, ecc.
Come avrete notato, la linea di comando è molto sfruttata all'interno delle guide. Questo, per il semplice motivo che in questo modo, oltre ad ottenere una guida molto sintetica, c'è il vantaggio di avere comandi che possono rimanere immutati nel tempo. Al contrario, descrivere passaggi in modalità grafica genera guide più lunghe e si crea il rischio di avere una guida presto obsoleta, dal momento che un'interfaccia grafica è soggetta a cambiamenti all'uscita di nuove versioni.
La conoscenza di alcuni concetti base può permettere anche agli utenti tecnicamente meno preparati di riuscire a destreggiarsi nel mondo dei comandi. Non occorre conoscere a memoria tutti i dettagli (se ciò avviene tanto meglio), bastano poche nozioni per porsi davanti a un'eventuale guida comprendendo dove si andrà a parare senza abbandonarsi al mero copia/incolla.
Ulteriori risorse
[http://help.ubuntu-it.org/6.06/ubuntu/desktopguide/it/linux-basics.html Una presentazione di un sistema GNU/Linux nei suoi aspetti principali]
[:ComandiBase:Guida ai comandi fondamentali]
[:Sudo:Guida ai comandi per ottenere il privilegio dell'amministratore di sistema]
[:PermessiFile:Guida agli strumenti di modifica dei permessi sui file]
[:Apt:Guida all'installazione di programmi tramite apt-get]
[:InstallareProgrammi/DaSorgenti:Guida alla compilazione del codice sorgente]
[:Programmazione/Checkinstall:Guida alternativa all'installazione da sorgenti]
