<> || La newsletter della comunità<
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>[[GruppoPromozione/SocialMedia/Newsletter#Collabora|Collabora anche tu!]] || {{attachment:NewsletterItaliana/Materiale/logo_new_newsletter.png}} || Questo è il numero '''13''' del '''2026''', riferito alla settimana che va da '''lunedì 29 marzo''' a '''domenica 5 aprile'''. Per qualsiasi commento, critica o lode, contattaci attraverso la [[http://liste.ubuntu-it.org/cgi-bin/mailman/listinfo/facciamo-promozione|mailing list]] del [[GruppoPromozione|gruppo promozione]]. ##Aggiungere nella mail: ##Per la versione in linea della newsletter, consultare la [[NewsletterItaliana/2026.013| seguente pagina]]. = Notizie da Ubuntu = == Canonical integra Ubuntu Pro direttamente nella configurazione iniziale di Ubuntu 26.04 == '''Canonical''' continua il suo percorso verso un sistema sempre più accessibile e questa volta lo fa con la configurazione iniziale di '''Ubuntu 26.04 LTS'''. Tanto per capirci, è quella procedura guidata che compare al primo avvio dopo l’installazione, che d'ora in avanti includerà anche la possibilità di attivare '''Ubuntu Pro''' fin da subito, senza dover cercare impostazioni nascoste o utilizzare il terminale. Una scelta che evidenzia chiaramente la volontà di rendere la sicurezza avanzata parte integrante del sistema fin dal primo avvio. La nuova integrazione avviene all’interno dello strumento noto come ''Initial Setup'', dove compare una schermata dedicata proprio a Ubuntu Pro che spiega in modo semplice e diretto i vantaggi del servizio, tra cui aggiornamenti di sicurezza estesi, copertura per un numero maggiore di pacchetti e funzionalità avanzate come il Livepatch del kernel, il tutto accompagnato da un invito ad attivare il servizio tramite login con un account Ubuntu, rendendo il processo estremamente immediato anche per utenti meno esperti. L’integrazione nel processo di configurazione iniziale rappresenta un cambiamento significativo: invece di scoprire Ubuntu Pro in un secondo momento, magari tramite notifiche o strumenti dedicati, l’utente viene informato fin da subito e può decidere immediatamente se attivarlo o meno, mantenendo comunque la possibilità di saltare questo passaggio, una scelta che cerca di bilanciare promozione del servizio e libertà dell’utente, evitando forzature ma aumentando parallelamente la visibilità della funzionalità. Come discusso nel precedente numero della newsletter, questa novità si affianca ad altri cambiamenti avvenuti di recente, come l’integrazione di Ubuntu Pro nel ''Security Center'', contribuendo a creare un ecosistema più coerente, in cui tutte le funzionalità legate alla sicurezza sono facilmente accessibili e integrate nell’interfaccia grafica, riducendo la necessità di strumenti separati o configurazioni manuali. ''Fonte'': [[https://www.omgubuntu.co.uk/2026/04/ubuntu-pro-initial-setup-tool | omgubuntu.co.uk]] == Nuove icone per Resources e Showtime portano freschezza nel desktop di Ubuntu == Il tema grafico di '''Ubuntu''' continua a evolversi e, con gli ultimi aggiornamenti del progetto '''Yaru''', arrivano nuove icone dedicate ad alcune applicazioni chiave come ''Resources'' e ''Showtime''. Le nuove icone non rappresentano una semplice variazione stilistica, ma si inseriscono in un processo più ampio di uniformazione del linguaggio grafico, che punta a ridurre le discrepanze tra applicazioni di sistema e componenti aggiuntivi, rendendo il desktop più armonioso. Nel dettaglio, l’icona dell’app ''Resources'', utilizzata per monitorare le risorse di sistema come CPU, memoria e processi, è stata ridisegnata con uno stile più pulito e contemporaneo, abbandonando elementi visivi meno definiti a favore di una rappresentazione più chiara e immediata, mentre ''Showtime'', un’applicazione dedicata alla visualizzazione di contenuti multimediali, riceve un’icona altrettanto aggiornata, che riflette meglio il suo scopo e si integra perfettamente con il resto del set Yaru, mantenendo quell’equilibrio tra colori vivaci e forme morbide che caratterizza il design di Ubuntu. Un aspetto interessante è che queste modifiche arrivano in un momento in cui Ubuntu sta lavorando su più fronti per migliorare la propria estetica, tra nuove icone delle cartelle, aggiornamenti al tema e piccoli ritocchi all’interfaccia, dimostrando una crescente attenzione verso il design come elemento fondamentale dell’esperienza utente e non più come semplice contorno funzionale. ''Fonte'': [[https://www.omgubuntu.co.uk/2026/04/yaru-new-icons-resources-showtime | omgubuntu.co.uk]] == Ecco i nuovi requisiti di sistema (e cosa significano davvero) per Ubuntu 26.04 == Con l’arrivo di '''Ubuntu 26.04 LTS''', '''Canonical''' aggiorna anche i requisiti di sistema, un aspetto spesso sottovalutato ma fondamentale per capire la direzione che sta prendendo la distribuzione. Questa volta il messaggio è piuttosto chiaro, il futuro di Ubuntu punta sempre più su hardware moderno, lasciando gradualmente indietro le configurazioni più datate, una scelta che riflette l’evoluzione tecnologica, ma che inevitabilmente farà discutere una parte della community. I nuovi requisiti consigliati parlano di almeno 4 GB di RAM, 25 GB di spazio su disco e un processore dual-core a 64 bit, specifiche che di per sé non sono particolarmente elevate, ma che segnano comunque un consolidamento rispetto al passato, soprattutto considerando che l’esperienza ottimale - con GNOME e le nuove funzionalità grafiche - beneficia chiaramente di configurazioni più potenti. Il cambiamento più interessante non riguarda tanto i numeri quanto il contesto in cui si inserisce, perché '''Ubuntu 26.04''' introduce e rafforza tecnologie, come '''Wayland''' presente di default, il supporto migliorato per [[https://it.wikipedia.org/wiki/High_dynamic_range_imaging | HDR]], [[https://en.wikipedia.org/wiki/Variable_refresh_rate | Variable Refresh Rate (VRR)]] e uno scaling frazionario più avanzato, tutte funzionalità che richiedono una base hardware adeguata per funzionare correttamente e che spiegano perché Canonical stia progressivamente alzando l’asticella dei requisiti, privilegiando un’esperienza fluida e moderna rispetto alla compatibilità con sistemi molto datati. Ciò non significa però che Ubuntu stia abbandonando completamente l’hardware meno potente, perché esistono ancora varianti ufficiali, come '''Xubuntu''' o '''Lubuntu''', pensate proprio per sistemi più leggeri, ma è evidente che la versione principale della distribuzione sta seguendo una strada diversa, più orientata a competere con sistemi operativi moderni anche dal punto di vista visivo e dell’esperienza utente, piuttosto che mantenere una compatibilità universale a tutti i costi. ''Fonte'': [[https://www.omgubuntu.co.uk/2026/04/ubuntu-2604-system-requriments | omgubuntu.co.uk]] ---- = Notizie dalla comunità internazionale = == GNOME 50 abbandona il supporto a Google Drive == Non ci sono solamente novità, perché con l’arrivo di '''Ubuntu 26.04 LTS''' emergono anche i primi problemi concreti. Uno dei più discussi riguarda l’integrazione con ''Google Drive'', che in alcuni casi sembra non funzionare correttamente all’interno del file manager, creando disagi soprattutto per chi utilizza quotidianamente i servizi cloud direttamente da desktop, senza passare dal browser. Il problema si manifesta principalmente con ''Nautilus'', il file manager di '''GNOME''', dove gli account '''Google''' configurati tramite le impostazioni di sistema risultano collegati ma non permettono di accedere ai file o mostrano comportamenti anomali, come cartelle vuote o errori di caricamento, rendendo di fatto inutilizzabile una funzione che in precedenza era considerata stabile e affidabile. Alla base di questa situazione già dal lontano dicembre 2022, ''Michael Catanzaro'' ha [[https://discourse.gnome.org/t/call-for-help-with-libgdata/13047 | lanciato]] un appello pubblico ai volontari affinché si occupassero della manutenzione della libreria ''libgdata'', che sta alla base del funzionamento di Google Drive all'interno del sistema. Nel suo appello ha avvertito che, se nessuno si fosse fatto avanti, le integrazioni che dipendono da esso avrebbero potuto smettere di funzionare. E cosi è stato, nessuno si è fatto avanti ed eccoci qui, con il risultato che, pur essendo ancora possibile aggiungere un account Google dalle impostazioni, l’esperienza risulta compromessa: i file non si sincronizzano correttamente, l’accesso può fallire o risultare estremamente lento e in alcuni casi la connessione sembra interrompersi senza un motivo apparente, una situazione che mette in evidenza quanto le integrazioni cloud dipendano da equilibri delicati tra software open source e servizi proprietari, spesso soggetti a cambiamenti improvvisi e non sempre documentati. Nel frattempo, le soluzioni alternative non mancano, ma non sono sempre ideali e a portata di tutti gli utenti. La prima soluzione è ricorrere a strumenti di terze parti o montare manualmente Google Drive tramite utility da terminale, mentre altri potrebbero semplicemente tornare a utilizzare l’interfaccia web, perdendo però la comodità dell’integrazione diretta nel sistema, una regressione che molti considerano difficile da accettare nel 2026. ''Fonte'': [[https://www.omgubuntu.co.uk/2026/03/google-drive-not-working-nautilus-ubuntu-26-04 | omgubuntu.co.uk]] ---- = Aggiornamenti e statistiche = == Aggiornamenti di sicurezza == Gli annunci di sicurezza sono consultabili nell'apposita [[http://forum.ubuntu-it.org/viewforum.php?f=64|sezione del forum]]. == Bug riportati == ##prendere le statistiche dalla NL internazionale, oppure basta vedere su LP (https://bugs.launchpad.net/ubuntu/) e fare il confronto * Aperti: 142675, '''−2288''' rispetto alla scorsa settimana. * Critici: 308, '''+1''' rispetto alla scorsa settimana. * Nuovi: 73495, '''−1101''' rispetto alla scorsa settimana. È possibile aiutare a migliorare Ubuntu, riportando problemi o malfunzionamenti. Se si desidera collaborare ulteriormente, la [[Ubuntu:BugSquad|Bug Squad]] ha sempre bisogno di una mano. ---- = Commenti e informazioni = ''"Noi siamo ciò che siamo per merito di ciò che siamo tutti"''<
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