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Questo è il numero 21 del 2025, riferito alla settimana che va da lunedì 2 giugno a domenica 8 giugno. Per qualsiasi commento, critica o lode, contattaci attraverso la mailing list del gruppo promozione.
Notizie da Ubuntu
Ubuntu si prepara a ridurre il peso dei pacchetti firmware
In un'epoca in cui la varietà dell'hardware cresce a dismisura e i limiti di banda e di spazio del disco sono solo un ricordo lontano, questo tema è diventato più una questione di sostenibilità e praticità. Parliamo infatti del peso relativo ai pacchetti del firmware. Sempre in questo contesto, Ubuntu, attraverso l'ingegnere di Canonical Jürg Haefliger, ha recentemente proposto di modificare il modo in cui gli aggiornamenti del firmware vengono distribuiti e installati. Il suggerimento è quello di suddividere i pacchetti firmware in componenti più piccoli e modulari (per esempio pacchetti firmware separati per AMD, Intel, Broadcom, NVIDIA, Realtek, MediaTek etc), in modo che ogni sistema possa scaricare e installare soltanto i file realmente necessari al proprio hardware, abbandonando una volta per tutte il vecchio modello del "one-size-fits-all", che porta con sé gigabyte di dati inutilizzati per la stragrande maggioranza dei computer. Questo aspetto è, inoltre, uno dei problemi più annosi del mondo Linux, ovvero una crescita esponenziale del pacchetto linux-firmware, che negli ultimi anni ha raggiunto dimensioni superiori a 900MB nelle immagini ISO ufficiali. E, senza farlo apposta, causando problemi di rallentamento nei tempi di download e di esecuzione degli aggiornamenti, soprattutto sui dispositivi con risorse limitate.
Un altro aspetto innovativo della proposta riguarda la manutenzione e la sicurezza dei suddetti pacchetti. Questo perché avere pacchetti firmware separati significa poter aggiornare rapidamente solo quelli che - in uno scenario ipotetico - sono affetti da bug o vulnerabilità, senza dover necessariamente distribuire ogni volta l'intero set di file, riducendo drasticamente la superficie di rischio e migliorando la reattività della community Linux alle segnalazioni di sicurezza. Il progetto coinvolge anche il lavoro upstream degli sviluppatori del kernel Linux, che dovranno collaborare per identificare, catalogare e suddividere ogni blob firmware (si riferisce a una porzione di firmware distribuita come file binario precompilato) in base alla reale dipendenza hardware, un compito titanico ma fondamentale per garantire una transizione fluida e senza regressioni. Dal punto di vista dell'utente finale, questa rivoluzione porterà vantaggi tangibili, che si tradurranno in immagini ISO più leggere, tempi di aggiornamento firmware ridotti e la certezza di non occupare inutilmente decine o centinaia di megabyte su SSD e microSD di capienza limitata.
Però, fermi tutti. La proposta, tuttavia, non è priva di criticità: tra i timori espressi dalla community vi sono la possibilità di problemi in fase di identificazione hardware non standard o la comparsa di incompatibilità con driver proprietari che dipendono da blob firmware specifici. Per questo motivo, il processo di modularizzazione sarà graduale e coinvolgerà una lunga fase di testing, durante la quale gli utenti saranno invitati a segnalare eventuali bug e anomalie, così da affinare ulteriormente il sistema prima del rilascio nelle versioni stabili. L'obiettivo dichiarato, per il momento, dagli sviluppatori è quello di adottare il nuovo schema già nelle prossime release di Ubuntu, possibilmente a partire dalla 25.10 o comunque all'interno del ciclo di sviluppo della serie 26.04 LTS, destinata a diventare una delle release più importanti degli ultimi anni.
Fonte: omgubuntu.co.uk
Fonte: www.phoronix.com
Notizie dalla comunità internazionale
Ubuntu Touch OTA-9, scopriamo assieme le nuove funzionalità
Ubuntu Touch continua a migliorare e questa volta lo fa proponendo il rilascio della versione OTA-9. Secondo quanto riportato dagli stessi sviluppatori, questo aggiornamento introduce significativi miglioramenti soprattutto sul fronte della connettività e dell'integrazione Android. Ma facciamo un passo alla volta, la novità più attesa è senza dubbio l'introduzione del supporto a VoLTE (Voice over LTE), che consente agli utenti di effettuare chiamate vocali ad alta qualità sfruttando la rete 4G LTE invece delle obsolete reti 2G e 3G (che a breve verranno dismesse a livello globale). Questa innovazione non solo migliora in modo tangibile la qualità audio delle telefonate, rendendole più stabili e nitide grazie a una maggiore larghezza di banda, ma permette anche di mantenere la connessione dati attiva durante la conversazione, caratteristica ormai imprescindibile per gli utenti che si affidano allo smartphone come strumento di lavoro quotidiano. Parallelamente, l'aggiornamento presenta anche importanti ottimizzazioni per Waydroid, che, per chi non lo conoscesse, è la soluzione che permette di eseguire applicazioni Android in container sul sistema Ubuntu Touch. I miglioramenti prevalentemente riguardano la stabilità generale e la fluidità dell'interfaccia, oltre al supporto per un numero maggiore di applicazioni. Questo si traduce in una possibilità di utilizzo di un numero crescente di applicazioni senza che subentrino rallentamenti o crash di sistema che caratterizzavano le versioni precedenti. Non possono mancare gli aggiornamenti di sicurezza, correzioni di bug e miglioramenti generali al sistema. Infatti, OTA-9 introduce: patch per diverse vulnerabilità note segnalate dalla comunità, aggiornamenti delle traduzioni e incrementi della compatibilità con nuovi dispositivi, come il Fairphone 4, ampliando ulteriormente la platea di utenti potenziali che possono usufruire di questo sistema. La roadmap pubblicata dalla community evidenzia anche come, nonostante le risorse limitate rispetto ai giganti del settore, il team UBports riesca a mantenere un ritmo di sviluppo costante, sostenuto da una base di appassionati e sviluppatori volontari sparsi in tutto il mondo. Certo, non vi è ancora una completa compatibilità con la stragrande percentuale di dispositivi che troviamo in commercio, ma questi sviluppi portano e consolidano Ubuntu Touch come una piattaforma sempre più versatile, capace di coniugare il mondo open source con l'enorme ecosistema Android, offrendo un'alternativa concreta ai sistemi operativi proprietari sui dispositivi mobili.
Ubuntu Touch OTA-9 è ora disponibile su tutti i dispositivi supportati. Gli utenti che già usufruiscono di questo sistema riceveranno l'aggiornamento tramite la schermata "Aggiornamenti" dell'app "Impostazioni di Sistema". Il rollout inizia oggi, ma non tutti gli utenti riceveranno l'aggiornamento OTA-9 contemporaneamente. Quindi non demordete, se non lo vedete subito, controllate più tardi. Inoltre, guardando al futuro, il prossimo obiettivo da parte degli sviluppatori Ubports sarà quello di rafforzare l'integrazione con Waydroid e di conseguenza migliorare le comunicazione tra le app Android e quelle native, permettendo un passaggio di dati più fluido. Oltre che aumentare ulteriormente la compatibilità hardware e garantire aggiornamenti di sicurezza tempestivi. Nel mentre noi attendiamo
Fonte: 9to5linux.com
Notizie dal Mondo
Il futuro della prossima release del kernel Linux inizia con una valanga di novità
Aspettavamo proprio questo momento. Perché con l’annuncio da parte di Linus Torvarlds, della prima release candidate di Linux 6.16, finalmente si apre una nuova fase di sviluppo per il kernel. Come da tradizione, il lancio di una RC segna l’inizio di settimane intense per la comunità di sviluppatori Linux, chiamata a testare, validare e affinare il nuovo codice introdotto. In particolare, questa versione si contraddistingue per l'elevato numero di commit arrivati all'ultimo minuto, una dinamica che lo stesso Linus (ma anche i maintainer più attenti) non ha apprezzato, sottolineando (al misto preoccupato) quanto sia fondamentale mantenere la qualità del codice e la stabilità complessiva del kernel, soprattutto in una fase storica in cui Linux si trova sempre più al centro di infrastrutture critiche.
Detto questo, la versione 6.16 porta con sé una lunga lista di miglioramenti, di cui ne citiamo solamente alcuni. Tra questi, un avanzamento importante nel supporto alle GPU NVIDIA tramite il driver Nova, scritto in Rust e orientato a sostituire gradualmente il vecchio Nouveau. Oltre a rappresentare un passaggio di testimone, simboleggia anche la crescente attenzione da parte della comunità verso linguaggi di programmazione moderni come Rust, che porta tanti benefici tra cui le garanzie offerte nella gestione della memoria. Non mancano le novità lato filesystem, come: la continua evoluzione nel supporto di Bcachefs, mentre per il filesystem exFAT beneficia di ottimizzazioni significative nella cancellazione di file di grandi dimensioni. Migliora anche il sottosistema di gestione energetica, con nuove funzionalità pensate per dispositivi ARM, smartphone Linux e portatili di nuova generazione, come i Pinebook e i Chromebook.
Invece dal punto di vista hardware, Linux 6.16 introduce miglioramenti per numerose architetture, dal consolidato supporto x86 e AMD64 fino a RISC-V e ARM64, includendo fix e driver aggiuntivi per le nuove single board emergenti e device specifici come i nuovi Raspberry Pi. Il rilascio della rc-1 vede anche l’inclusione di nuove API per la gestione delle mount notifications, update per le funzionalità di debugging e ottimizzazioni nel networking con il perfezionamento delle operazioni zero-copy tramite io_uring, migliorando così le performance in ambienti ad alto traffico e bassa latenza. Come sempre, da parte nostra, l'invito è a testare attivamente questa release candidate, segnalare bug, regressioni e ogni possibile anomalia per garantire che la release finale possa essere solida e pronta per l'adozione in scenari produttivi.
Fonte: 9to5linux.com
Fonte: phoronix.com
How to del mese: MacBook con Linux e nessun suono? Ecco come risolvere il temuto "Dummy Output"
Chiunque abbia installato una distribuzione GNU/Linux su un MacBook (sia che abbia processore Intel sia Apple Silicon) si è probabilmente accorto almeno una volta di questo: l'assenza completa dell'audio. Problema noto e segnalato dalla comunità con la dicitura "Dummy Output", questo bug si manifesta con la totale assenza di device audio riconosciuti dal sistema, impedendo non solo la riproduzione di suoni ma anche l'utilizzo di cuffie, microfoni interni e speaker Bluetooth. Il fenomeno è più diffuso di quanto si creda, perché non solo interessa distribuzioni come Ubuntu, Fedora, Debian o Arch Linux, ma affligge anche i possessori di MacBook che utilizzano la distribuzione Asahi Linux. In quest'ultimo caso le problematiche sono spesso legate alla giovane età dei driver ALSA e PulseAudio/Pipewire per ARM64. E la domanda mentre si legge tutto ciò è solamente una: ma come si risolve davvero questo problema senza dover necessariamente reinstallare il sistema o abbandonare l'idea di usare Linux su un hardware Apple?
La prima regola fondamentale per chi incontra questa tipologia di problemi, è capire che la causa principale di "Dummy Output" è quasi sempre una mancata inizializzazione del modulo audio del kernel, in particolare dei driver ALSA (Advanced Linux Sound Architecture), spesso dovuta a kernel troppo vecchi, moduli non caricati automaticamente, firmware non compatibili o a un conflitto tra PulseAudio e PipeWire, sempre più usato nelle nuove release. Allora, una delle soluzioni più efficaci è quella di aggiornare il kernel Linux all'ultima versione disponibile per la propria distribuzione, dato che i kernel recenti includono patch specifiche sia per i chip Intel Broadwell, Skylake, Kaby Lake, Coffee Lake, Ice Lake sia per le prime generazioni di Apple Silicon (M1/M2), grazie anche al lavoro della community di Asahi Linux. È consigliabile aggiornare anche PipeWire, PulseAudio e tutti i pacchetti ALSA tramite il classico comando da terminale: sudo apt update && sudo apt upgrade. Qualora invece dovesse persistere il problema, la seconda verifica da eseguire è che i moduli ALSA corretti siano caricati. Su MacBook che utilizzano processori Intel, il modulo cruciale è spesso snd-hda-intel. Per controllare sul proprio dispositivo, basterà digitare sul terminale il comando lsmod | grep snd e verificare la presenza dei moduli caricati. In caso contrario, può essere utile aggiungere snd_hda_intel al file /etc/modules oppure caricarlo manualmente, usando sudo modprobe snd_hda_intel. Se invece si sta utilizzando il processore M1/M2, qui invece si parla di driver snd-sof-pci o dei moduli Asahi custom, quindi la soluzione passa spesso per l'installazione degli ultimi pacchetti asahi-alsa tramite il repository ufficiale. Un'altra causa molto frequente è la presenza di un file di configurazione errato nella cartella /etc/modprobe.d/ o /usr/share/pulseaudio/alsa-mixer/paths/, magari ereditato da una vecchia installazione o da un tentativo precedente di fix. In questi casi è consigliabile rimuovere le configurazioni personalizzate e ripristinare i file originali della distribuzione o ancora rinominare temporaneamente i file di configurazione sospetti per escluderli dal caricamento.
Infine, chi ancora dovesse avere problemi può ricorrere al comando aplay -l per vedere se ALSA riconosce le schede audio, oppure consultare i log di sistema con il comando dmesg | grep -i audio e journalctl -xe | grep -i pulse per trovare errori specifici. Risolvere il problema "Dummy Output" su MacBook con GNU/Linux può richiedere qualche tentativo, ma armati di pazienza e dei giusti comandi e tutto andrà per il verso giusto.
Fonte: 9to5linux.com
Aggiornamenti e statistiche
Aggiornamenti di sicurezza
Gli annunci di sicurezza sono consultabili nell'apposita sezione del forum.
Bug riportati
Aperti: 143199, −224 rispetto alla scorsa settimana.
Critici: 313, +1 rispetto alla scorsa settimana.
Nuovi: 73155, −120 rispetto alla scorsa settimana.
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