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Benvenuti alla newsletter della comunità Italiana di Ubuntu! Questo che leggete è il numero 30 del 2010, riferito alla settimana che va da lunedì 20 a domenica 26 settembre. Per qualsiasi commento, critica o lode contattaci attraverso la mailing list del gruppo promozione.

Notizie da Ubuntu

Ubuntu 10.10: Inviata da Ubuntu

Se avete ricevuto una email da qualcuno che utilizza un iPhone, o un BlackBerry, probabilmente avrete notato la seguente firma predefinita: "Inviato dal mio iPhone", oppure "Inviato via BlackBerry".

Con l'arrivo dell'imminente release di Ubuntu, nel client di posta elettronica Evolution, sarà presente la seguente firma in fondo alle e-mail: "Inviato da Ubuntu". L'intendimento degli sviluppatori, con questa mossa, è quello di rafforzare il marchio della distribuzione.

La cosa curiosa, è che sono stati aperti due bug: il primo per non avere la firma predefinita; il secondo per averla. Alla fine, è stato deciso salomonicamente che questa firma, potrà essere abilitata in automatico solo dall'utente.

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Ubuntu Hardware Summit 2010

Il 24 settembre 2010, diversi ingegneri, responsabili di produzione di dispositivi informatici e progettisti, si sono incontrati a Taipei, per una lunga giornata di prove, ospitati da Canonical. Basandosi sul successo dell'anno scorso (oltre 150 partecipanti), l'Ubuntu Hardware Summit 2010 promette di offrire risultati ancora migliori per gli sviluppatori e gli utenti Linux.

Ecco alcuni dei temi in discussione:

  • Uno sguardo d'insieme dei sistemi multi-touch.
  • Uno sguardo generale al processo di debug del kernel Linux.
  • Una panoramica di come OEM e ODM possa lavorare in modo più efficiente con Canonical per costruire dispositivi di successo.

  • I protocolli migliori da seguire, per garantire che i firmware dei dispositivi hardware funzionino a dovere con Ubuntu.

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Altre notizie

Dal mondo

La comunità OpenOffice.org annuncia The Document Foundation

La comunità dei volontari che sviluppano e promuovono OpenOffice.org, il più importante software libero per la produttività individuale, annuncia una significativa evoluzione del progetto. Dopo dieci anni di evoluzione con Sun Microsystems come fondatore e principale sponsor, il progetto annuncia una fondazione indipendente chiamata "The Document Foundation" con l'obiettivo di dare vita alla promessa di indipendenza del programma originale.

La Fondazione sarà al centro di un nuovo ecosistema in cui individui e organizzazioni potranno allo stesso tempo contribuire e trarre beneficio da una suite di produttività autenticamente libera e indipendente. Questo darà vita a una concorrenza più forte, e a una maggiore scelta, a tutto vantaggio degli utenti e dell'innovazione sul mercato. D'ora in avanti, la comunità dei volontari di OpenOffice.org sarà conosciuta come "The Document Foundation".

Oracle, che ha acquisito la proprietà di OpenOffice.org in seguito all'acquisizione di Sun Microsystems, è stata invitata ad aderire alla nuova Fondazione, e a donare il marchio che la comunità ha fatto crescere nel corso di questi dieci anni di storia del progetto. In caso contrario, la Fondazione ha scelto il marchio "LibreOffice" per le future versioni del software.

The Document Foundation è il risultato dello sforzo collettivo di alcuni tra i membri più attivi all'interno della comunità indipendente OpenOffice.org, tra cui leader di progetto e membri del Community Council. In questo periodo di transizione, verrà guidata da uno Steering Committee composto da sviluppatori e leader dei progetti linguistici nazionali. L'obiettivo della Fondazione è quello di eliminare le barriere all'adozione sia per gli utenti che per gli sviluppatori, e fare di LibreOffice la più accessibile tra le suite di produttività.

La Fondazione coordinerà lo sviluppo di LibreOffice, che è disponibile in versione beta all'indirizzo provvisorio: http://www.libreoffice.org. Gli sviluppatori sono invitati ad aderire al progetto e contribuire al codice in un ambiente aperto e collaborativo, per dare vita al futuro delle suite di produttività insieme a chi traduce, verifica, documenta, supporta e promuove il software.

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Svizzera: il cantone di Solothurn non abbandonerà il progetto open source per i desktop

Il cantone Svizzero di Solothurn, ha fatto sapere che non sta abbandonando, come era parso di capire, il suo progetto di desktop open source. Infatti vuole usare sia Linux che Microsoft sui suoi desktop, e passare a Microsoft per il sistema di posta elettronica.

In un documento del dipartimento per le risorse umane, il governo del cantone spiega che impiegherà sia sistemi open source che sistemi proprietari: continuerà ad usare Open Office, ma in alcuni dipartimenti metterà a disposizione anche l'alternativa Microsoft. Spiega anche il ritardo nell'aggiornamento all'ultima versione di Open Office è legato a difficoltà nella gestione di documenti nei formati proprietari Microsoft.

Il gruppo Svizzero per la diffusione dell'Open Source, CH/Open, teme che l'amministrazione del cantone stia progettando di passare a soluzioni proprietarie senza un'adeguata procedura di pubblico approvvigionamento. Il gruppo vuole assicurarsi che in un'eventuale appalto, il sistema operativo sia descritto in modo funzionale e senza riferimenti a nomi di aziende.

Qualche tempo fa un giornale locale del cantone di Solothurn, aveva riportato la notizia che il governo del cantone stava abbandonando il passaggio a Linux, a causa di difficoltà incontrate nell'uso di alcune sue applicazioni sotto la piattoforma open source. D'altra parte, il gruppo CH/Open sottolinea che il consiglio ha quasi completato il progetto, con 1300 dei 2000 PC già migrati.

CH/Open sottolinea inoltre le conclusioni di un consulente esterno, secondo cui il cantone doveva continuare il passaggio a sistemi open source, anche se la strategia di migrazione era passibile di miglioramento, e si augura che l'amministrazione del cantone accetti di rivedere la propria strategia.

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L'Unione Europea pubblica un set di strumenti open source per la conservazione della propietà digitale

In una rassegna stampa del 7 Settembre, la Commissione Europea ha presentato una serie di strumenti per la tutela delle proprietà digitali, frutto del progetto Caspar (acronimo di "Cultural, Artistic and Scientific knowledge for Preservation, Access and Retrieval").

Nell'annuncio, il vice-presidente della commissione per le attività digitali si è detto estremamente felice per gli strumenti e le tecniche prodotti da Caspar per assicurare qualità e possibilità di accesso nel futuro a dati di valore.

L'Unione Europea ha fornito 8.8 milioni di Euro dei 15 complessivi del costo del progetto.

Secondo le parole di Giaretta, responsabile della ricerca di Caspar, il progetto fornirà gli strumenti e le tecniche per aiutare le persone e le organizzazioni a conservare le proprie informazioni digitali. L'obietto di Caspar è infatti quello di permettere alle persone di usare e interpretare i propri dati nel tempo, cosa che ha pretese anche più alte della semplice capacità di salvare dei bit o di mostrare documenti.

I ricercatori hanno provato a costruire componenti che potessero essere usati per dati provenienti da molte discipline e fonti diverse. Per provare il concetto, i ricercatori hanno testato Caspar tra gli altri su dati scientifici dell'Agenzia Europea per lo Spazio così come su dati provenienti dal patrimonio culturale dell'Unesco.

Alcuni dei componenti di Caspar possono essere eseguiti su server distribuiti, eterogenei e asincroni, mentre altri sono pensati per essere usati su PC: tra gli obiettivi di Caspar, infatti, c'è quello di evitare che i componenti siano troppo dipendenti gli uni dagli altri e di mantenere le interfacce semplici.

Caspar è disponible su Sourceforge con licenza LGPL versione 3.

Fonte

Rubriche settimanali

Il pacchetto della settimana

Caffeine

Capita di trovarsi davanti al computer e, mentre si sta leggendo una pagina web o si sta guardando un video, vedere il salvaschermo che parte o il monitor che si spegne, rendendo necessario toccare il mouse o premere un tasto per evitarlo.

Esiste però una piccola applet che può rivelarsi molto utile in questa situazione; il suo nome è caffeine.

Una volta installata l'applicazione, verrà mostrata un'icona (neanche a dirlo a forma di tazzina del caffè), tra gli indicatori di sistema. Facendo clic su di essa, è possibile disabilitare il salvaschermo e lo spegnimento del monitor. Inoltre è anche possibile, modificando le preferenze, configurare caffeine per inibire lo screensaver solo quando sono attive determinate applicazioni o per un periodo di tempo prestabilito.

Per installare caffeine , bisogna solo aggiungere il repository dell'applicazione prelevandolo dall'archivio personale degli sviluppatori. Per farlo digitare in un terminale:

sudo add-apt-repository ppa:caffeine-developers/caffeine-dev

e poi eseguire il comando

sudo apt-get update && sudo apt-get install caffeine

Fonte

Aggiornamenti e statistiche

Aggiornamenti di sicurezza

Gli annunci di sicurezza si possono trovare anche nell'apposita sezione del forum: Bacheca degli annunci ufficiali di sicurezza

Bug riportati

  • Aperti: 80206, +432 rispetto la scorsa settimana;

  • Critici: 35, +1 rispetto la scorsa settimana;

  • Nuovi: 39774, +684 rispetto la scorsa settimana;

È possibile come sempre aiutare a migliore Ubuntu riportando problemi o malfunzionamenti. Se si desidera collaborare ulteriormente, la Bug Squad ha sempre bisogno di una mano.

Statistiche del gruppo sviluppo

Segue la lista dei pacchetti realizzati dalla comunità italiana nell'ultima settimana:

Alessandro Ghersi

Alessio Treglia

Matthew East

Se si vuole contribuire allo sviluppo di Ubuntu correggendo bug, aggiornando i pacchetti nei repository, ecc... il gruppo sviluppo è sempre alla ricerca di nuovi volontari.

Commenti e informazioni

La tua newsletter preferita è scritta con il duro lavoro degli eroici attivisti. Per metterti in contatto con loro e quindi con il «Sovrano Ordine dei Cronisti della Tavola Ovale» della newsletter italiana puoi scrivere alla mailing list del gruppo promozione.

In questo numero hanno partecipato alla redazione degli articoli:

Hanno inoltre collaborato all'edizione:

Licenza adottata

La newsletter italiana di Ubuntu è pubblicata sotto la licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike 3.0.

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