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Versione 1 del 13/03/2010 21.39.15

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Creare ARM/Rootfs da zero

Quest pagina descrive come creare un root file system Debian/Ubuntu per armel. Ciò consiste nel partire da zero, dato che non useremo un programma di installazione e non necessiteremo di hardware specifico per costruirlo; il codice non viene ricostruito dato che pacchetti .deb precompilati verranno scaricati ed installati al suo posto.

Utilizzando rootstock

Il modo più semplice e raccomandabile per creare la rootfs è quello di usare /sudorootstock.

[https://launchpad.net/project-rootstock/ Rootstock] automatizza la creazione di un archivio rootfs e propone alcune opzioni di configurazione per modificare il file content/setup.

Se state usando Ubuntu 9.10 (Karmic) o successive potete installare, dai repository, il pacchetto rootstock, il quale vi installerà anche le appropriate librerie.

TODO provide backports of rootstock.

Sia che installiate rootstock manualmente o che lo stiate eseguendo tramite un controllo bzr, avrete bisogno anche di:

Per creare un archivio rootfs armel di, per esempio, Xubuntu-desktop:

sudo rootstock \
        --fqdn myhostname \
        --login ubuntu \
        --password temppwd \
        --imagesize 2G \
        --seed xubuntu-desktop

Un'altro esempio per Ubuntu-desktop:

sudo rootstock \
        --fqdn ubuntu \
        --login ubuntu \
        --password ubuntu \
        --imagesize 3G \
        --seed ubuntu-desktop

Alcuni tipici flag per lo sviluppo senza intestazione: (connettendosi alla rete)

--seed build-essential,openssh-server

Ricordiamo che dovrete editare /etc/network/interfaces ed impostare opportunamente il vostro dispositivo di rete.

Se invece desiderate un ambiente desktop veramente leggero (Lxde), allora:

--seed lxde,gdm

Le opzioni --fqdn (oppure -f), --login (oppure -l) e password (-p) vengono richieste per l'impostazione iniziale. L'avvio dello script con --help vi mostrerà tutte le opzioni addizionali per variare le impostazioni dell'archivio rootfs creato.

/!\ Cambiare la password al primo login. Le password usate nei sopraelencati esempi sono troppo semplici e vi espongono al rischio che altri utilizzatori possano accedere alla macchina dove viene eseguito rootstock