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Differenze tra le versioni 5 e 80 (in 75 versioni)
Versione 5 del 07/02/2007 09.57.52
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Versione 80 del 18/10/2020 21.26.56
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Autore: jeremie2
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## page was renamed from LiveUsbPendrivePersistente
||<tablebgcolor="#f1f1ed" tablewidth="30%" tablestyle="margin: 0pt 0pt 1em 1em; float: right; font-size: 0.9em;"style="padding: 0.5em;">'''Indice'''[[BR]][[TableOfContents]] ||


= Introduzione =

È possibile avere Ubuntu o Kubuntu su una chiavetta USB o su un hard disk esterno USB in modalità persistente. Questo vuol dire che sarà possibile effettuare il boot da USB e mantenere delle personalizzazioni come il layout della tastiera, le preferenza, i pacchetti installati. Occorre un dispositivo USB da almeno 1 Giga. Questa pagina è la traduzione adattata di una pagina del wiki internazionale https://wiki.ubuntu.com/LiveUsbPendrivePersistent e riguarda Ubuntu. Le parti relative a Kubuntu sono indicate.

= Preparazione del dispositivo =

== Partizioni ==

In questa guida viene usato '''fdisk''', ma si possono usare anche '''gparted''' o '''qtparted'''.

[[Immagine(Icone/Piccole/note.png,30,left)]][[BR]]''L'autore della guida originale segnala di aver avuto dei problemi usando '''gparted'''''.


Collegare il dispositivo e verificare il nome assegnato alla periferica:

{{{
sudo fdisk -l
}}}

Supporremo che il nome della periferica sia /dev/sda1, ma occorre utilizzare il nome trovato con il comando precedente. '''Controllate bene!'''

Ora creeremo 2 partizioni: una da 700MB (alcuni ritengono necessari 750MB) con un filesystem fat32 ed una con il resto dello spazio disponibile e filesystem ext2. La prima partizione dovrà essere resa attiva.

Aprire un terminale e smontare la periferica:

{{{
sudo umount /dev/sda1
}}}

Eseguire fdisk sul dispositivo:

{{{
sudo fdisk /dev/sda
}}}

Quest'ultimo comando darà il prompt di fdisk. Controllate cosa avete salvato sul dispositivo ed eventualmente eseguite un backup dei dati. 'p' scriverà sullo schermo il contenuto di /dev/sda. Se avete già delle partizioni, rimuovetele ('d', 'numero partizione'). Creiamo la partizione 1: 'n' per nuova partizione, 'p' per renderla primaria, '1' per assegnarle il numero 1, quindi basta premere invio per accettare il cilindro di partenza proposto, '+700M' per una partizione da 700MB. Quindi 'a' per rendere la partizione attiva. Per assegnare il filesystem FAT: 't', poi '1', poi '6'. Creiamo la seconda partizione: 'p' per una partizione primaria, '2' per assegnarle il numero 2, invio per accettare il cilindro di partenza proposto, invio per accettare il cilindro di fine proposto. Uscire e salvare con 'w'. Controlliamo i risultati: sudo fdisk -l dovrebbe mostrare due partizioni con la prima contrassegnata da un asterisco poiché attiva.

''Se Ubuntu monta le partizioni, occorre smontarle di nuovo: ''

{{{
sudo umount /dev/sda1
sudo umount /dev/sda2
}}}

== Formattare le partizioni ==

Le partizioni saranno formattate dando il nome ''edgy'' alla prima (o un nome a piacere) e ''casper-rw'' alla seconda (questo nome invece è OBBLIGATORIO e va dato tutto in minuscolo):

{{{
sudo mkfs.vfat -F 32 -n edgy /dev/sda1
sudo mkfs.ext2 -b 4096 -L casper-rw /dev/sda2
}}}

Montate le partizioni, estraendo e reinserendo il dispositivo. Ubuntu dovrebbe montare automaticamente, altrimenti verificare le impostazioni in Sistema --> Preferenze --> Unità e supporti removibili oppure montare a mano:

{{{
sudo mount /dev/sda1 /media/unpuntodimount1
sudo mount /dev/sda2 /media/unpuntodimount2
}}}

= Installare Edgy sul dispositivo USB =

Utilizzare il CD di installazione o l'immagine iso scaricata. Nel secondo caso l'immagine iso va montata nel modo seguente:

{{{
mkdir ubuntuCD
sudo mount ubuntu-6.10-desktop-i386.iso ubuntuCD -o loop
}}}

Inserire il CD o aprire la cartella ubuntuCD ed assicurarsi di visualizzare i files nascosti (in Nautilus premere CTRL+H)

Copiare i seguenti file e cartelle nella prima partizione del dispositivo USB:

Cartelle : `casper`, `disctree`, `dists`, `install`, `pics`, `pool`, `preseed`, `.disk`

File : tutti quelli della cartella `isolinux`, `md5sum.txt`, `README.diskdefines`, `ubuntu.ico`

Quindi la cartella `isolinux` non va copiata sul dispositivo ma il suo contenuto va copiato direttamente nella root della prima partizione del dispositivo.

Copiare `casper/vmlinuz`, `casper/initrd.gz`, `install/mt86plus`. Quindi avremo questi file due volte sul dispositivo: una volta nella '''root''' della partizione ed una seconda volta nella cartella `casper` o `install`.

Rinominare il file `isolinux.cfg` in `syslinux.cfg`:

[[Immagine(Icone/Piccole/warning.png,,left)]] [[BR]] '''Attenzione''': ''utilizzare i percorsi corretti, quelli che seguono sono solo di esempio''
[[BR]]
[[BR]]

{{{
cd ubuntuCD
cp -rf casper /media/edgy
cp -rf disctree /media/edgy
cp -rf dists /media/edgy
cp -rf install /media/edgy
cp -rf pics /media/edgy
cp -rf pool /media/edgy
cp -rf preseed /media/edgy
cp -rf .disk /media/edgy
cp isolinux/* /media/edgy
cp md5sum.txt /media/edgy
cp README.diskdefines /media/edgy
cp ubuntu.ico /media/edgy
cp casper/vmlinuz /media/edgy
cp casper/initrd.gz /media/edgy
cp install/mt86plus /media/edgy
cd /media/edgy
mv isolinux.cfg syslinux.cfg
}}}

Non è necessario copiare le cartelle che sono link simbolici (/dists/stable, /dists/unstable, /ubuntu) '' ''

= Rendere il dispositivo bootabile =

Va installato il ''bootloader'' '''syslinux'''. Tale bootloader ha bisogno di un file di configurazione che è `syslinux.cfg`. Questo è il file che abbiamo appena ottenuto rinominando 'isolinux.cfg' da installCD. Tuttavia occorre modificare tale file. Aprire `syslinux.cfg` dal dispositivo con un editor di testi. Ad esempio:

{{{
gedit syslinux.cfg
}}}

Modificare il contenuto fino ad ottenere quanto segue:

{{{
DEFAULT custom
GFXBOOT bootlogo
APPEND preseed/file=preseed/ubuntu.seed boot=casper initrd=initrd.gz ramdisk_size=1048576 root=/dev/ram rw quiet splash locale=it_IT bootkbd=it console-setup/layoutcode=it console-setup/variantcode=nodeadkeys --
LABEL custom
  menu label ^Avvia Ubuntu in modo persistente
  kernel vmlinuz
  append preseed/file=preseed/ubuntu.seed boot=casper persistent initrd=initrd.gz ramdisk_size=1048576 root=/dev/ram rw quiet splash --
LABEL live
  menu label ^Avvia o installa Ubuntu
  kernel vmlinuz
  append preseed/file=preseed/ubuntu.seed boot=casper initrd=initrd.gz ramdisk_size=1048576 root=/dev/ram rw quiet splash --
LABEL xforcevesa
  menu label Avvia Ubuntu in modo safe ^graphics
  kernel vmlinuz
  append preseed/file=preseed/ubuntu.seed boot=casper xforcevesa initrd=initrd.gz ramdisk_size=1048576 root=/dev/ram rw quiet splash --
LABEL check
  menu label ^Controlla errori su CD
  kernel vmlinuz
  append boot=casper integrity-check initrd=initrd.gz ramdisk_size=1048576 root=/dev/ram rw quiet splash --
LABEL memtest
  menu label ^Test della memoria
  kernel mt86plus
  append -
LABEL hd
  menu label ^Boot from first hard disk
  localboot 0x80
  append -
DISPLAY isolinux.txt
TIMEOUT 300
PROMPT 1
F1 f1.txt
F2 f2.txt
F3 f3.txt
F4 f4.txt
F5 f5.txt
F6 f6.txt
F7 f7.txt
F8 f8.txt
F9 f9.txt
F0 f10.txt
}}}

La voce del menù chiamata ''Custom'' è la predefinita, in modo che si possa semplicemente premere invio per avere la propria sessione personalizzata.

La differenza essenziale è che i ''kernel'' e gli ''initrd'' sono stati spostati nella cartella casper, quindi `casper/initrd.gz` è diventato `initrd.gz` e similmente `vmlinuz`.

Si può anche copiare e incollare il testo sopra creando un nuovo file `syslinux.cfg`. Differenze Kubuntu: editor '''kwrite''' invece di '''gedit'''; sostituire `preseed/ltsp.seed` con `preseed/kubuntu.seed`.

L'ultima cosa da fare è installare il ''bootloader''. Controllare di avere i pacchetti ''syslinux'' e ''mtools'' installati, altrimenti installarli usando [:SynapticHowto: synaptic] oppure [:AptGetHowTo: apt-get].

Prima è necessario smontare il dispositivo:

{{{
cd ~
sudo umount /dev/sda1
}}}

Il comando seguente installerà il ''bootloader''. Attenzione verificare bene il nome della periferica, se si hanno dei dischi SATA si rischia di sovrascrivere il ''bootloader'' su hard disk!

{{{
syslinux /dev/sda1
}}}

alcuni utenti riferiscono di aver avuto successo solo usando il ''flag '''-f ''' (syslinux -f /dev/sda1)''' -bernstein'' ''

Se si ottiene l'errore:

{{{
sh: mcopy: command not found
syslinux: failed to create ldlinux.sys
}}}

allora si è dimenticato di installare il pacchetto ''mtools''.

Riavviare sul dispositivo, cambiare qualche impostazione, riavviare di nuovo e verificare che le modifiche siano mantenute.

Non dimenticare di verificare che il computer usato abbia il boot da USB abilitato (controllare le impostazioni del BIOS).
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