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STOP! Perché questa guida si trova sotto la pagina Cestino?. Una guida può essere cestinata dal Gruppo Documentazione se contiene istruzioni compatibili solo con rilasci non più supportati di Ubuntu oppure perché non si ha certezza che lo siano per i rilasci attualmente supportati. Queste pagine richiedono un aggiornamento e una verifica delle istruzioni contenute. Se vuoi riesumare una di queste guide contatta il Gruppo Documentazione nella board sul forum.


Introduzione

Lo scopo di questa pagina è quello di iniziare gli utenti alla creazione dei propri temi personali, ovvero al passo successivo della personalizzazione del proprio Desktop. Per raggiungere questo modesto scopo non utilizzeremo né tool grafici, ne librerie particolari. Tutto ciò che sarà spiegato non intaccherà per quanto possibile il nostro sistema né richiede conoscenze di programmazione.

Per ottenere gli effetti desiderati partiremo dagli schemi base dei file di configurazione o delle strutture dei temi che affronteremo. In particolare utilizzeremo i temi base di Ubuntu e non di Gnome. Useremo quindi come base gtk2,metacity e per le icone il tema Human.

Creare un tema per GKT2

Creare un tema gtk2 è un'operazione non complessa, che parrebbe addirittura banale a chi avesse anche minima confidenza con i css per i layout web. Tuttavia per questa guida presupporremo una conoscenza pari a zero in qualsiasi ambito, se non quello dei comandi base, per i quali potete trovare ampia documentazione nella pagina AmministrazioneSistema/ComandiBase.

Procuriamoci il tema base da modificare

Scarichiamo da qui il tema base e salviamolo sul desktop, quindi scompattiamolo (cliccando con il tasto destro sul file e selezionando «Estrai qui») ed entriamo nella cartella per dare un'occhiata a come è fatto un tema.

Prime nozioni e prime impressioni

Vediamo che la cartella che abbiamo aperto ha un nome, ProvaGtk2, il quale sarà anche il nome che comparirà nel menu di selezione dei temi. Quindi ricordatevi una volta scelto il nome per il vostro tema Gtk2 che per far si che esso compaia dovrete rinominare la cartella con quel nome. All'interno della directory troviamo un'unica sotto-cartella che per tutti i temi si chiamerà gtk-2.0. Affinché il vostro tema sia elaborato dal sistema come tale e si presenti in un formato valido NON dovete mai modificare tale nome. Lo stesso accorgimento vale per il file in essa contenuto, denominato gtkrc. Anche di esso, dunque, ricordiamoci sempre di non cambiare il nome.

Dunque riassumendo un generico tema gtk2 è formato da una cartella che ha il nome del nostro tema, contenente una cartella gtk-2.0 la quale a sua volta contiene un file gtkrc. Proprio quest'ultimo file contiene tutte le configurazioni base del nostro tema.

Prepariamoci alla personalizzazione

Come dobbiamo dunque agire per configurare al meglio il nostro tema secondo le nostre preferenze, ma adattandoci anche agli standard di gtk2? Per saperlo apriamo con il nostro editor di testo preferito il file in questione (utilizzando Ubuntu vi basterà cliccarci due volte sopra per aprirlo con Gedit, l'editor di testo predefinito). Immagino che ad una persona che non conosce il codice esadecimale dei colori e che non ha mai avuto a che fare con un foglio di stile, possa prendere un po' di sconforto, ma l'apparenza inganna.

Se ci avviciniamo maggiormente nella lettura di questo file ci accorgeremo che alla fine di complesso ha ben poco se non appunto la notazione esadecimale dei colori. E proprio su questo aspetto ci concentreremo maggiormente dato che su di esso si basa la configurazione base del tema. Per essere più chiaro specifico che è possibile modificare più a fondo di come faremo noi, ma come iniziazione alla modifica del tema ci limiteremo a modificare il tema semplicemente nei suoi colori.

Un tool che ci può essere molto utile nella creazione del nostro tema è gcolor2 che vi permetterà di avere al volo la conversione da dato visivo a esadecimale e l'inverso. Potete scaricarlo ed installarlo direttamente da Synaptic, e potete trovarlo nella sezione «Grafica» del menù applicazioni. Per lo stesso scopo potete utilizzare anche Gimp o uno dei molti siti che offrono questo servizio.

Le modifiche dei colori

I primi parametri base che imposteremo sono quelli che impostano i colori del testo, degli sfondi, dei link e dei pulsanti che normalmente utilizziamo nella nostra interfaccia grafica. Sto facendo riferimento a quella parte del file suddivisa in quattro macrosezioni ognuna suddivisa a sua volta in 5 campi (è abbastanza visibile ed inizia con la stringa fg[normal]).

La parte a sinistra di ogni uguale è il nome della variabile che stiamo modificando. Con un po' di conoscenza dell'inglese possiamo capire che:

  • fg--> Foreground --> il colore di primo piano dei pannelli/bottoni e del tema in generale

  • bg--> Background --> il colore di sfondo dei pannelli/bottoni e del tema in generale

  • base--> (questo non è immediato) il colore di sfondo che si utilizza quando si utilizza un testo

  • text--> il colore del testo

Ognuna di queste categorie si divide poi in

  • normal --> normale --> E' il colore base, quello che si visualizza quando non si interagisce con l'oggetto

  • prelight --> prima del click --> E' il colore che visualizziamo quando passiamo con il mouse sopra l'oggetto

  • active--> attivo --> E' il colore che visualizziamo quando clicchiamo sull'oggetto

  • selected--> selezionato --> E' il colore che visualizziamo quando lasciamo l'oggetto selezionato (dopo averci cliccato ad esempio)

  • insensitive --> non selezionabile --> E' il colore di un oggetto inattivo, che non possiamo selezionare e sul quale il nostro click non ha effetto.

Collegando queste informazioni penso che possiate avere un quadro abbastanza completo sul come modificare questi colori. Ad esempio se volete che quando il mouse si sposta sopra una voce del menu, il suo colore cambi agirete sulla variabile text[prelight], mentre se volete che cambi il suo sfondo agirete su base[prelight].

Per comprendere meglio ogni singolo comando eccovi una breve lista di informazioni base per ogni istruzione personalizzabile.

esempioGtk.jpg

Dunque se ora la domanda più spontanea è dove trovo i colori che voglio? la risposta è convertendo la tonalità che desiderate nel codice esadecimale. Per eseguire questo passo mi avvarrò dello strumento gcolor2 di cui ho parlato prima. Apriamolo e selezioniamo dapprima nel cerchio esterno la tonalità di colore e poi raffiniamo nel triangolo interno la nostra tonalità, quindi osserviamo come è variato il valore nel campo «Nome Colore». Quel valore rappresenta il colore da noi scelto e può essere inserito nel nostro file mantenendo la struttura "#000000" ovvero virgolette, cancelletto + esadecimale, virgolette.

Personalizzazione dei rimanenti parametri e consigli

Come potete vedere il file è piuttosto lungo e contiene molti altri parametri di caratteri più o meno avanzati. Tralasceremo in questa guida i veri e proprio controlli e ci limiteremo a modificarne solamente i colori. Come preciserò successivamente vi sono varie classi di temi ed ognuna di queste classi differisce dall'altra per come è strutturata nella parte di file che stiamo esaminando in questo momento. E' pertanto inutile redigere una guida statica; preferisco invece darvi delle basi per la modifica sistematica di questi parametri a prescindere dal loro utilizzo.

Generalmente, infatti, la maggior parte dei temi che andrete a modificare avranno colori che rientrano in una ben determinata tonalità. Ad esempio il tema Human che troviamo di default su Ubuntu è basata sulle tonalità arancioni. Dunque per modificare i parametri che via via incontreremo e per i quali non riusciremo a capire il significato, possiamo agire meccanicamente, sostituendo la tonalità di quel tema con la tonalità del nostro. Ad esempio, nel file che avete scaricato troverete questa dicitura

''style "clearlooks-orange" = "clearlooks-default"
{
        bg[SELECTED] = "#FF6D0C"
}''

Ebbene se non sappiamo come modificare, poiché non ne conosciamo l'utilizzo, prendiamo il codice esadecimale, copiamolo ed incolliamolo nello spazio di gcolor2 dove prima avevamo prelevato il colore, e diamo invio. Vedremo chiaramente il colore cambiare nel riquadro di sinistra ed essa sarà la tonalità di quel parametro. Se dunque noi vogliamo fare un tema blu e vogliamo andare sul sicuro, senza toccare il triangolo interno, spostiamo il cerchio esterno in modo da andare sul blu. In questo modo otterremo un colore sulla tonalità blu con la medesima luminosità del tema precedente, lasciando più o meno invariato l'effetto grafico, ma ovviamente cambiando il colore del tema.

In conclusione per effettuare gli ultimi ritocchi ai parametri avanzati del tema, dovremo tentare di visualizzare l'effetto grafico che vogliamo creare e trasporlo nella modifica dei codici esadecimali presenti, anche non conoscendone la funzione, ma semplicemente ragionando inversamente e ricavando dal colore utilizzato dal tema quello che vorremmo sostituirci noi.

Creare un tema per Metacity

Questa parte è ancora in fase di creazione, in alternativa è possibile consultare questa guida in inglese.


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