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Articolo in traduzione: Questo articolo è in fase di traduzione, le informazioni contenute protrebbero essere incomplete o errate.

Guida verificata con Ubuntu: 10.04

Problemi in questa pagina? Segnalali in questa discussione.

Non ci posso credere. Prerequisiti: scaricare xen-toold e poi ubuntu-xen-desktop e server. Non c'è bisogno di tutto questo giro. Attendere il termine dell'installazione molto lunga... è vero. almeno su lucid. serve una cavia per maverick.

Introduzione

Xen è un software di paravirtualizzazione che permette a più sistemi operativi di essere eseguiti contemporaneamente sullo stesso hardware.

Questo viene fatto senza emulazione o traduzione di istruzioni e fornisce prestazioni della CPU quasi native (~ 97%). Xen è ottimizzato per i server, esegue molte istanze di Linux o altri sistemi operativi, ognuno con il proprio kernel, in modo sicuro, pulito e separato.

Se si desidera eseguire un'istanza virtuale di Windows sul proprio computer, probabilmente si avrà bisogno di kwm o di VirtualBox (molto più semplici).

L'hypervisor di Xen è un sistema operativo molto piccolo e molto leggero.

Traduzione tutta da rivedere.
'''Xen''' ''affetta'' l'hardware in macchine virtuali molto simili a 'Intel-like', ma leggermente modificate riguardo gli interrupt, memoria e I/O. 
Chiunque abbia esperienza sui mainframe si renderà conto che l'hypervisor Xen è l'equivalente del VM mainframe di IBM, ma sull'hardware del pc. 
Il compromesso per queste prestazioni e la flessibilità è data dal fatto che il kernel di un sistema operativo ha bisogno di essere 'leggermente portato' per l'esecuzione con l'hypervisor Xen. '''Xen''' risulta solo un'altra architettura hardware.
Uno dei punti di forza '''Xen''' è la capacità di rendere utilizzabili vecchi hardware (per esempio Pentium III o superiore) utilizzabili nuovamente in un data center moderni.

= Supporto di Xen su Ubuntu =
note di revisione:
direi di farne a meno di questa frase dato che bisogna ricompilare tutto a manina...

E' abbastanza semplice installare '''Xen''' sul più recente rilascio di '''Ubuntu 10.10'''. L'installazione richiede qualche piccola modifica ai file di configurazione, come verrà spiegata più avanti.

'''Xen''' non è ufficialmente supportato in '''Ubuntu 10.04'''; in quel caso si consideri la possibilità di usare [:Virtualizzazione/Kvm:Kvm]. COSA SIGNIFICA NON ' UFFICIALMENTE SUPPORTATO? E IN 10.10?

Termini tecnici

  • Domain 0 (dom0)Dom0: il sistema operativo host del computer (chiamato semplicemente host). È il sistema operativo base, che avvia Xen. Gli altri sistemi operativi poggeranno su questo per funzionare.

  • Domain U (domU): un dominio guest di Xen (chiamato semplicemente guest). Il DomU è la macchina virtuale dove verrà avviato il sistema operativo ospite. U sta per "unprivileged" ovvero "non privilegiato".

  • HVM: HVM è il modo in cui una macchina virtuale Xen è in grado di ospitare un sistema operativo Windows.

Installazione

Ubuntu 10.10

note mie:
1) cit: "I pacchetti di '''Xen''' che si trovano con Ubuntu 10.10 (ubuntu-xen-desktop e ubuntu-xen-server) hanno problemi con le dipendenze pertanto, si dovranno  scaricare i sorgenti di '''Xen''' e installarli." VALE ANCHE PER 10.04 HO CAMBIATO

I pacchetti ubuntu-xen-desktop e ubuntu-xen-server in Ubuntu 10.10 e 10.04 hanno dei problemi di dipendenze. Quindi, si dovranno scaricare i sorgenti di Xen per poi installarli.

  • Procurarsi i sorgenti di Xen al seguente indirizzo.

  • Come prerequisito, assicurarsi che siano installati i seguenti pacchetti (i pacchetti elencati fanno anche riferimento al file READER dell'archivio precedentemente scaricato): gettext, bin86, bcc, libc6-dev, iasl, texinfo, git-core, uuid-dev, gcc, python-dev, zlib1g-dev, pciutils-dev, libncurses-dev, bison, flex, xserver-xorg-dev, bridge-utils, libssl-dev.

  • Assicurarsi, inoltre, che il pacchetto python-xen-3.3 non sia installato. Qualora lo fosse, fornirebbe il file /usr/lib/python2.6/dist-packages/xen che vengono utilizzati di preferenza rispetto a quelle che stiamo per installare in /usr/lib/python2.6/site-packages/xen Questo fa sì che xend non venga inizializzato fornendo un errore "Error: (13, 'Permission denied') " in self.xc.domain_getinfo().

  • Spacchettare hypervisor Xen nella propria cartella Home (NON come root). Leggere il file README, vi troverete delle istruzioni utili anche perché sono indicate ulteriori dipendenze da installare. Si inizierà con la costruzione di Xen con opzioni di default (premere sempre invio quando vengono poste le domande per confermare le opzioni predefinite), anche se poi avremo bisogno di cambiare alcune di loro.
  • Scrivere make world come un utente normale (non come root). Il processo di compilazione impiegherà un pò di tempo.

  • Dopo di che, scrivere sudo make install, che lo installa come root.

server un sotto paragrafo per grub perchè prende molto spazio
  • Il nuovo kernel e initrd sono installati nella directory '/boot'. Tuttavia, non viene eseguita alcuna modifica al bootloader. Visto che Ubuntu 10.10 e 10.04 usano GRUB 2 ci sono due file importanti che interessano menu di avvio:
    • /etc/default/grub che contiene le opzioni generali, come il timeout

    • la cartella /etc/grub.d che contiene il caricamento degli obiettivi come per esempio '40_custom'

  • Lo script che esegue l'effettivo caricamento si trova in '/boot/grub/grub.cfg' e viene generato automaticamente dalle informazioni sopra riportate usando il comando update-grub. Pertanto, non si dovrebbe cambiare grub.cfg manualmente, anche se è possibile, ma le modifiche saranno perse se verrà eseguito 'update-grub'. Nel caso modificare '40_custom'. Potete trovare maggiori dettagli alla pagina grub mettere link a nostro wiki.
  • Di default il menu di avvio non viene visualizzato. Per visualizzare il menu di commentare la riga seguente in /etc/default/grub:

    #GRUB_HIDDEN_TIMEOUT=0
  • Aggiungere quindi un target di avvio personalizzato sia in '40_custom' (non dimenticare di lanciare update-grub) o direttamente al 'grub.cfg':

    menuentry "Xen 4.0  2.6.32.25 pvops" {
    insmod part_msdos
    insmod ext2
    set root=(hd0,msdos1)
    search --no-floppy --fs-uuid --set 294e6dee-238e-42c2-814f-fb47aaa45571
    multiboot /boot/xen.gz
    module /boot/vmlinuz-2.6.32.25 root=/dev/sda1
    module /boot/initrd-2.6.32.25.img
    }

Assicurarsi che 'fs-uuid' sia lo stesso che in altri targets di avvio, basta copiare e incollare questa linea.

Ora è possibile riavviare il computer e tentare di fare il boot di Xen 4.0. Si ottiene un errore con il messaggio "non è possibile montare: dispositivo sconosciuto / dev/sda1" o similare. Questo messaggio è fuorviante. La vera ragione del fallimento è che per default l'hypervisor Xen crea un kernel senza il supporto EXT4, mentre il formato del file system di default in Ubuntu 10.10 è EXT4. Quindi, seguire le istruzioni del README Xen hypervisor per avviare il supporto all'EXT4 nel kernel:

    make linux-2.6-pvops-config CONFIGMODE=menuconfig
    make linux-2.6-pvops-build
    make linux-2.6-pvops-install

Durante l'implementazione del kernel (come utente normale, non come root) si riceverà un messaggio di errore: 'impossibile eliminare file ecc...ecc... Eliminare i file relativi manualmente (sudo rm nomefile) e continuare a implementare come utente normale. Installare il kernel modificato come root (sudo make linux-2.6-pvops-install).

Riavviare il computer. Il kernel Xen ora si avvierà. E 'possibile che il tentativo di passare a X fallirà e si finirà a 'runlevel 3' con il prompt dei comandi. Al fine di giungere a X è necessario disattivare qualsiasi driver di grafica avanzata che si sta eventualmente utilizzando in Ubuntu (Amministrazione->Driver aggiuntivi).

Il passo successivo è quello di avviare 'xend'. Se si prova a farlo:

sudo /etc/init.d/xend start

A questo punto si riceverà un errore di rete: "interfaccia eth0 non è configurato" o similare. Ovviamente è configurato; è necessario solo aggiungere questo a '/etc/network/interfaces':

auto eth0
iface eth0 inet dhcp

Dopo di che è possibile avviare xend (potrebbe essere necessario riavviare con sudo networking /etc/init.d/networking restart). È anche possibile digitare sudo xm list per vedere 'Domain-0 VM'.

Il passo successivo è quello di creare la propria VM. Questo tutorial presuppone che si stia utilizzando il DHCP sul vostro host.

In primo luogo, modificare alcune opzioni in / etc / xen-tools / xen-tools.cfg:

dhcp=1
passwd=1
initrd=<path to Xen hypervisor initrd>

Quindi creare una directory vuota che conterrà il nuovo sistema operativo 'guest' ed eseguire il seguente comando:

sudo xen-create-image --hostname=xen1.example.com --force --dir=<your new directory>

MIO OUTPUT:

sudo xen-create-image --hostname\=host.example.org --force --dir=/home/nome_utente/virtuale
Please choose one of:
 --dhcp
 --ip xx.xx.xx.xx

sudo xen-create-image --hostname\=host.example.org --force --dir=/home/nome_utente/virtuale --dhcp

General Information
--------------------
Hostname       :  host.example.org
Distribution   :  lucid
Mirror         :  http://it.archive.ubuntu.com/ubuntu/
Partitions     :  swap            128Mb (swap)
                  /               4Gb   (ext3)
Image type     :  sparse
Memory size    :  128Mb
Kernel path    :  /boot/vmlinuz-2.6.32-28-generic-pae
Initrd path    :  /boot/initrd.img-2.6.32-28-generic-pae

Networking Information
----------------------
IP Address     : DHCP [MAC: XX:XX:XX:XX:XX:XX]

WARNING
-------
Loopback module not loaded and you're using loopback images
Run the following to load the module:

modprobe loop max_loop=255


Creating partition image: /home/nome_utente/virtuale/domains/host.example.org/swap.img
Done

Creating swap on /home/nome_utente/virtuale/domains/host.example.org/swap.img
Done

Creating partition image: /home/nome_utente/virtuale/domains/host.example.org/disk.img
Done

Creating ext3 filesystem on /home/nome_utente/virtuale/domains/host.example.org/disk.img
Done
Installation method: debootstrap

Done

Running hooks
Done

No role scripts were specified.  Skipping

Creating Xen configuration file
Done
Setting up root password
Generating a password for the new guest.
All done


Logfile produced at:
         /var/log/xen-tools/host.example.org.log

Installation Summary
---------------------
Hostname        :  host.example.org
Distribution    :  lucid
IP-Address(es)  :  dynamic
RSA Fingerprint :  
Root Password   :  

La creazione impiegherà del tempo. Alla fine il sistema vi chiederà di creare una password di root (LA PASSWORD TE LA DA LUI) per il nuovo sistema operativo guest. Prima dell'avvio del sistema operativo ospite è necessario apportare alcune modifiche al suo file di configurazione '/etc/xen/xen1.example.com.cfg'

root        = '/dev/sda2 ro'
disk        = [
          'file:/home/user/workspace/xen-guest//domains/xen1.example.com/disk.img,sda2,w',
          'file:/home/user/workspace/xen-guest//domains/xen1.example.com/swap.img,sda1,w',
              ]
dhcp        = 'dhcp'
vif         = [ 'bridge=xenbr0,mac=12:34:56:78:9A:BC' ]

Ecco fatto! È possibile avviare il VM e sarà in rete tramite DHCP.

xm create -c /etc/xen/xen1.example.com.cfg

Template per le macchine Guest

Partizionamento LVM

xen-tools è in grado di creare dei volumi LVM al vostro posto, per cui si potrebbe anche saltare questa sezione. Se invece si vuol creare da sé stessi i volumi LVM, si possono utilizzare questi comandi. Inizialmente basta semplicemente utilizzare il processo d'installazione di Ubuntu per creare un gruppo di volumi LVM. Se si stanno utilizzando dei file '.img' locali per le tue istanze guest di Xen, allora non hai bisogno di settare LVM.

Per visualizzare i volumi LVM disponibili:

sudo lvdisplay

Per creare i volumi, in questo caso una partizione dati ed una di swap, utilizzare i comandi:

lvcreate -n myguest-disk -L +100G my_volume_group
lvcreate -n myguest-swap -L +4G   my_volume_group

Utilizzare file come punti di mount in loopbak

Puoi creare semplicemente dei files .img che poi verrano utilizzati come dischi dalle macchine virtuali Xen, semplicemente utilizzando dd. Vediamo i comandi equivalenti ai precedenti:

dd if=/dev/zero of=/mnt/domains/myslice/disk.img bs=1 count=0 seek=25G
dd if=/dev/zero of=/mnt/domains/myslice/swap.img bs=1G count=1

mkfs.ext3 ./disk.img  (then say Y)
mkswap ./swap.img

Impostare la rete per DomU

Se si utilizza la configurazione 'bridged network', potrebbe essere necessario abilitare il DHCP per eth0. Assicurarsi che il file '/etc/network/interfaces' si presenti come qualcosa di simile.

auto lo
iface lo inet loopback

auto eth0
iface eth0 inet dhcp

Se si utilizza un IP statico, invece il file '/etc/network/interfaces' assomiglierà a qualcosa di simile. Non copiare e incollare questo. Modificare gli indirizzi IP di conseguenza.

 auto lo
 iface lo inet loopback

 auto eth0
 iface eth0 inet static
 address 192.168.44.247
 netmask 255.255.252.0
 gateway 192.168.47.254 

Verificare che lhostname' di DomU sia corretto in '/etc/hostname'. Tale file dovrà avere una sola riga, e in quella linea, il vostro 'hostname' dovrebbe essere presente.

Assicurarsi che '/etc/hosts' è corretto.

127.0.0.1       localhost
127.0.1.1       yourhostname 

Configurazione di un DomU utilizzando xen-tools (raccomandato)

xen-tools non è più incluso in Ubuntu a partire da 'Lucid'. È possibile ottenere dal PPA seguenti per Lucid, Maverick, ecc: qui

Prima di tutto, c'è bisogno di modificare qualche valore di default presente in xen-tools.conf. Bisogna quindi aprire il file e modificare quello che si vuole, secondo le proprie esigenze. Vediamo qui alcune delle opzioni più importanti. Per far funzionare le interfacce di rete dei DomU, bisogna assicurarsi di settare la maschera di rete ed il gateway in maniera opportuna. Apri il file di configurazione con:

sudo vim /etc/xen-tools/xen-tools.conf

Modifica in maniera opportuna la configurazione seguendo i settaggi della tua LAN:

gateway   = 192.168.0.1
netmask   = 255.255.255.0
passwd = 1
kernel = /boot/vmlinuz-2.6.19-4-server
initrd = /boot/initrd.img-2.6.19-4-server
mirror = http://archive.ubuntu.com/ubuntu/

A questo punto occorre creare l'immagine:

sudo xen-create-image --hostname=xen1.example.com --ip=192.168.1.10 --ide --force

In particolare, l'opzione --ide serve per abilitare i nomi IDE (hda invece di sda) per i dischi. Altrimenti potrebbero nascere dei problemi di compatibilità.

*vedere la coda del file di log in '/var/log/xen' per notare dei progressi. Non vi è alcuna indicazione reale sulla linea di comando che tutto ciò che sta accadendo, anche se si vedrà probabilmente del traffico di rete.

*Qualcuno ha detto che se non si utilizza - IDE, non funzionerà. Allora si sono presi i loro consigli e 'man-Xen-create' riferisce che: "- ide Usa nomi IDE per i dispositivi virtuali (hda non sda)"

Al termine il comando, rilascerà un file di configurazione in '/etc/xen' denominato in base al nome host specificato. Questo file di configurazione può essere utilizzato nel comando qui sotto che crea l'istanza virtuale.

Ora, si può avviare l'host Xen:

sudo xm create /etc/xen/xen1.example.com.cfg

Altre opzioni per DomU

Si gradiscono contributi.

Altre configurazioni guest per DomU

Cose da controllare quando si converte un file .img in Dom U

/etc/fstab

/etc/conf.d/net or /etc/network/interfaces

/etc/resolv.conf

/lib/modules/kernel-modules ( se necessario, copiarlo nel guest )

Su piattaforma Gentoo, fissare il bug di /sbin/rc che causa errori in /sys e /proc.

Assicurati di creare cartelle vuote per /sys, /proc, e fissare uno scheletro per /dev.

Setta la password di root.

hostname

Cercate '/etc/udev/rules.d/70-persistent-net.rules' che può cambiare l'identificativo del dispositivo eth.

Utilizzare debootstrap

sudo apt-get install debootstrap

Monta la partizione guest, (loopback-file, raw partition o LVM) sotto '/mnt/myguest') Bootstrap Ubuntu. Nei comandi di seguito cambiare la riga "export" con la configurazione, selezionare anche un server 'mirror' nel vostro paese/continente

sudo apt-get install debootstrap
export ARCH=amd64
export DISTRIBUTION=hardy
export MIRROR=http://us.archive.ubuntu.com/ubuntu/
debootstrap --arch $ARCH $DISTRIBUTION /mnt/myguest/ $MIRROR

Copiare dei moduli di kernel corrente

sudo cp -a  /lib/modules/`uname -r`/   /mnt/myguest/lib/modules/

Sistemare la rete come si è detto sopra in "Impostare la rete per DomU"

Modificare '/mnt/myguest/etc/fstab'. Usa 'hda' invece di 'sda' se si utilizza ide. Includere la linea di swap se si è preparato una partizione di swap.

/dev/sda1     /     ext3     errors=remount-ro   0     1
proc          /proc proc     rw,nodev,nosuid,noexec              0     0
/dev/sda2     none  swap     sw                    0     0
]

Ora si crei un file di configurazione seguendo le istruzioni riportate in "Creazione mnuale del file di configurazione di DomU" riportata di seguito.

Si può avviare la propria Guest con:

sudo xm create /etc/xen/YOURCONF.cfg

Debootstrap non crea le versioni locali. Quando si esegue la macchina virtuale, se dà errori come il seguente, eseguire il seguente comando.

perl: warning: Setting locale failed.
perl: warning: Please check that your locale settings:
LANGUAGE = (unset),
LC_ALL = (unset),
LANG = “en_US.UTF-8″
are supported and installed on your system.
perl: warning: Falling back to the standard locale (”C”).
locale: Cannot set LC_CTYPE to default locale: No such file or directory
locale: Cannot set LC_MESSAGES to default locale: No such file or directory
locale: Cannot set LC_ALL to default locale: No such file or directory

Per sistemare questo, avviare, run this, rimpiazzando 'en_US.UTF-8' con il vostro 'locale'.

sudo locale-gen en_US.UTF-8

Si ricordi ceh i settaggi 'locale' sono in '/ etc/environment'

LANG=en_US.UTF-8
LC_ALL=en_US.UTF-8

Creare il Config file per DomU 'a manp'

Qui sotto viene riportato uno 'scheletro' (bozza) di file di configurazione. Mettete questo file nella cartella "/etc/xen". Modificare il file cambiando le impostazioni corrispondenti alla configurazione.

  • Controllare la propria versione del kernel con il comando "uname-r ". Sostituire le versioni delle linee in "kernel" e "ramdisk" con la versione corretta.
  • Come si può intuire, "memory" imposta la memoria di DomU
  • "name" sarà il nome usato per riferirsi a questo Guest, mantenendo lo stesso come il vostro hostname DomU si semplificheranno le cose.
  • linea "disk" dipende molto da come si è creato i dischi per DomU. Se non c'è lo 'swap', rimuovere la seconda voce. Se si utilizza ide, modificare "sda" in "hda".

 kernel = "/boot/vmlinuz-2.6.19-4-generic"
 ramdisk = "/boot/initrd.img-2.6.19-4-generic"
 builder='linux'
 memory = 128
 name = "yourhostname"
 vcpus = 1
 vif = [ 'bridge=xenbr0' ]
 disk = [ 'file:/var/vm/myvm/disk.img,sda1,w' ,  'file:/var/vm/myvm/swap.img,sda2,w' ]
 root = "/dev/hda1 ro"
on_poweroff = 'destroy'
on_reboot   = 'restart'
on_crash    = 'restart'

Se si vogliono fornire indirizzi MAC statici e indirizzi IP statici, la linea "vif" linea dovrebbe essere simile a quella sottostante. Gli indirizzi 'Mac' che iniziano con "0:16:03e" sono riservati per le macchine guest, riempire la restante parte in modo casuale.

vif  = [ 'mac=00:16:3e:XX:XX:XX, ip="YYY.YYY.YYY.YYY"' ]

Se si utilizza una partizione fisica, la linea "disk" dovrebbe essere qualcosa di simile;

 disk = [ 'phy:/dev/hda6,ioemu:hda1,w' ]

Sono graditi ulteriori contributi.

Gentoo Guest

http://bugs.gentoo.org/show_bug.cgi?id=192436

Windows HVM Guest

Assicurati di avere il supporto HVM abilitato nel BIOS.

{{{'phy:/dev/hda6,ioemu:hda1,w' ] }}}

Sono graditi ulteriori contributi.

Gentoo Guest

http://bugs.gentoo.org/show_bug.cgi?id=192436

Windows HVM Guest

Assicurati di avere il supporto HVM abilitato nel BIOS.

sudo xm dmesg | grep VMX

* Per ulteriori informazioni su Windows e Xen, fai riferimento a: http://lists.xensource.com/archives/html/xen-users/2006-06/msg00599.html sudo xm dmesg | grep VMX }}}

* Per ulteriori informazioni su Windows e Xen, fai riferimento a: http://lists.xensource.com/archives/html/xen-users/2006-06/msg00599.html

Per l'installazione iniziale si può montare direttamente la ISO come un cdrom. Un server VNC verrà avviato su localhost. Per permettere al server di avviarsi su macchine con un IP pubblico aprire xend-config.sxp:

vim /etc/xen/xend-config.sxp

ed effettua il seguente cambiamento:

#(vnc-listen '127.0.0.1')
(vnc-listen '0.0.0.0')

Non dimenticare di riavviare il tutto, dopo aver fatto le modifiche, con:

sudo /etc/init.d/xend restart

Il file di configurazione del guest di Xen, adesso dovrebbe essere simile al seguente:

#Kernel and memory size
kernel = '/usr/lib/xen-ioemu-3.0/boot/hvmloader'
device_model = "/usr/lib/xen-ioemu-3.0/bin/qemu-dm"
builder = 'hvm'
memory  = '512'
disk    = [ 'phy:barracudas/winxp01-disk,ioemu:hda,w', 'file:/home/steven/winxp.iso,ioemu:hdc:cdrom,r' ]

#  Hostname and Networking
name    = 'winxp01'
vif  = [ 'type=ioemu, bridge=xenbr0' ]

#  Behaviour
boot='d'  # d è il cdrom di boot , c il disco
vnc=1
vncviewer=1
sdl=0

Questa configurazione serve per far partire un guest HVM con Windows 2003:

#  -*- mode: python; -*-

import os, re
arch = os.uname()[4]
if re.search('64', arch):
    arch_libdir = 'lib64'
else:
    arch_libdir = 'lib'

kernel = "/usr/lib/xen/boot/hvmloader"
builder='hvm'
memory = 756
shadow_memory = 8
name = "Windoze"
vif = [ 'type=ioemu, bridge=xenbr0' ]
disk = [ 'phy:/dev/vm-disks/win2k3,ioemu:hda,w', 'file:/root/en_win_srv_2003_r2_standard_cd1.iso,hdc:cdrom,r' ]
boot = "d"

device_model = '/usr/' + arch_libdir + '/xen/bin/qemu-dm'
vnc=1
vncpasswd=''
serial='pty'

GNOME come guest DomU

Configura GDM per avviare VNC, editando il file /etc/X11/gdm/gdm.conf.

Alla sezione [servers], aggiungi la seguente linea, e commenta eventualmente le altre se presenti:

0=VNC

Prima della sezione [server-Standard], aggiungi le seguenti linee:

[server-VNC]
name=VNC server
command=/usr/bin/Xvnc -geometry 800x600 -depth 24
flexible=true

Ulteriori informazioni disponibili su:

Risoluzione dei problemi

Se ottieni, da un guest, degli errori simili a questo:

perl: warning: Setting locale failed.
perl: warning: Please check that your locale settings:
        LANGUAGE = (unset),
        LC_ALL = (unset),
        LANG = "en_US.UTF-8"
    are supported and installed on your system.
perl: warning: Falling back to the standard locale ("C").

esegui il seguente comando:

locale-gen it_IT.UTF-8

Sostituire eventualmente con la lingua di propria pertinenza.

Altri suggerimenti:

Dai un'occhiata al vecchio wiki XenVirtualMachine per altri esempi e suggerimenti.

Puoi anche leggere questa guida che parla di come installare e configurare Xen su Feisty: http://www.howtoforge.com/ubuntu_7.04_xen_from_repositories

Finalmente l'ho configurato. Ora cosa faccio?

Di seguito vengono riportati i comandi più importanti:

xm create -c /path/to/config - Avvia una macchina virtuale.
xm shutdown <name> - Arresta una macchina virtuale.
xm destroy <name> - Arresta una macchina virtuale senza aspettare lo shutdown. Praticamente è come se gli staccassi la spina...
xm list - Mostra una lista di tutti i guest attivi.
xm console <name> - Effettua il login su una macchina virtuale.
xm help - Una lista dei comandi disponibili.

Ulteriori risorse

Wiki di Sister


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